viaggio in 1° classe – parte prima

 Viaggio in 1° classe – parte prima

 (personaggi: un mozzo, un ragazzo, un capitano)
 
 – dove si va?
– chi lo chiede?
– io lo chiedo. Ho visto il cartello e vorrei sapere … avere informazioni.
– come no, di sicuro, ma per le informazioni bisogna aspettare il capitano, pochi minuti, un attimo, eccolo che arriva
– è lei il capitano?
– sono io, certo che sono io, non si vede? e tu, ragazzo, immagino vuoi avere informazioni. I ragazzi vogliono sempre informazioni, ma poi non hanno un becco di un quattrino.
– sì, informazioni sul viaggio. Dove si va, quando si parte.
– e il danaro, ce l’hai?
– certo che ce l’ho, chi non ha 500 euro per un viaggio in prima classe? la proposta sembra allettante. Ma se non so dove, che me ne faccio?
– per il dove … ci arriviamo. Andiamo per gradi.
– vale a dire?
– che prima ti devo spiegare esattamente di cosa si tratta.
– quanti misteri. E me lo dica, allora, che aspetta?
– hai fretta? Vuoi già partire, oggi, adesso, ora, su due piedi?
– subito subito non direi. Dovrei fare dei preparativi, organizzarmi.
– appunto, dei preparativi. Intanto mi accendo la pipa, e fra un po’ ti accompagno a vedere la barca.
– ah, va bene, vediamo la barca.
– seguimi.
– la seguo. È molto lontana?
– hai ancora fretta di arrivare?
– no, dicevo tanto per dire.
– non dire le cose tanto per dire, ragazzo, non servono.
– va bene, allora sto zitto.
– eccola.
– cos’è?
– la barca.
– ma è una barchetta.
– cosa ti aspettavi?
– non saprei, un piroscafo, una goletta, una nave da crociera?
– ah, il ragazzo si aspettava una barca da crociera. Con 500 euri si aspettava una barca da crociera, magari con piscina e sala giochi e tutti i lussi del jet set.
– cos’è il jet set?
– lascia perdere.
– no, lo vorrei sapere.
– vuoi sapere troppe cose. Ma lascia perdere, che così siamo proprio fuori strada. No no no, questa non è l’agenzia viaggi che fa per te. Fatti un giro, guardati intorno. Ripensaci e magari torna domani che ne riparliamo.
– ma come, sono già qui, me ne parli ora.
– ora, adesso o mai più? Ma sì, le informazioni sono gratis dappertutto, e tanto vale.
– beh, grazie.
– ascolta bene, ragazzo, e apri bene le orecchie. Sei connesso? Dite così, non è vero? Bene bene. Questa qui che hai chiamato barchetta, è quello che offriamo per fare il tuo viaggio al costo di 500 euri, niente di più, niente di meno.
– ma non doveva essere un viaggio in prima classe?
– certo, infatti è una prima classe speciale.
– speciale?
– specialissima.
– ma quante persone possono prendere posto su questa barchetta?
– quante persone pensi che servano per manovrare una barchettta a vela di sei metri? Puoi farcela da solo. Non ti pare?
– ma io non so portare una barca, non l’ho mai fatto.
– per la barba di belzebù, si mette paura solo a pensarlo. Che vuoi che sia. Sai nuotare?
– sì, so nuotare, ma non benissimo. Mi riesce meglio galleggiare.
– bene, anche questa barchetta, come tu la chiami, lo sa fare.
– sì, ma per le vele, il timone, la rotta e il vento … andar per mare
– imparerai facendo.
– questo mi consola. Ma non c’è per caso un’altra possibilità, che so, un viaggio su una barca più grande insieme ad un gruppo, cuoco ed equipaggio, scialuppa di salvataggio e così via? versando la differenza, s’intende.
– se proprio vorresti versare in quella situazione, sì, c’è anche quella possibilità. Ma stai bene attento che non è tutto oro quello che luccica, oltre a pagar per oro quello che magari oro non è. Per mia esperienza, che non è poca, quei viaggi vanno spesso a finire a Ramengo, vale a dire ad insabbiarsi in qualche rada dove l’acqua è alta una spanna e anche i pesci boccheggiano sul pelo.
– davvero?
– davvero.
– e allora?
– allora riconsidera la tua barchetta solitaria, almeno per un primo tempo. Misura le tue forze da solo, in modo da capire chi sei, cosa vuoi fare e dove vuoi andare.
– perché, devo decidere tutto io? Anche dove voglio andare?
– e chi altro?
– non so.
– lo saprai.
– e poi?
– e poi, e poi … e poi dovrai mettere nello zaino meno cose che puoi, giusto l’indispensabile perché lo spazio è poco e va ottimizzato. E vedi di portarti appresso tutto lo spirito di avventura e di adattamento di cui disponi. Se non ne hai abbastanza fattelo prestare da qualcuno. Chiedilo a mamma, a nonno, a zio, a chi ti pare. E se non vogliono dartelo, strappaglielo con le unghie e con i denti. Bhè, non esageriamo. Vedi, insomma,di  non farli fuori del tutto, tienili vivi. Possono sempre venir buoni.
– è vero?
 
(forse continua … inoltre il testo è suscettibile di successive modifiche e revisioni. Non perdiamolo di vista.)
 
 
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