dialogo sui minimi sistemi – atto primo

 
 
 
Ri-scrittura rivista e corretta da “Un matrimonio” di Erasmo da Rotterdam .
 
Avvertenze: solo le frasi sottolineate  sono conservate come nell’originale.
 
Ambientazione: interno. Un tavolo e  due sedie.  Un vaso trasparente con tulipani rossi e gialli. Luce solare. Finestra con grate. Pavimento di legno. Stanza buia.
 
Suggerimenti per la lettura: come al solito, fare attenzione a non guardare il dito.
 
Personaggi: Eulalia e Santippe.
 
Entra Santippe. Eulalia le va incontro e si abbracciano.
 
Eulalia –       Saluti affettuosi a te, Santippe, mia diletta amica.
Santippe –    Altrettanto a te, amatissima Eulalia. Mi pare che tu sia più bella del solito.
Eulalia –       Mi accogli subito con sarcasmo?
Santippe –    No, di certo, tu mi sembri proprio così.
Eulalia –      Dev’essere  il mio nuovo abbigliamento. Pigiama palazzo verde oliva comprato dai cinesi a cinque  euro.
Santippe –    Beh, è un buon affare, direi.
Eulalia –       Costa poco, però è tossico e fa sudare.
Santippe –    Ma il verde oliva ti dona, fa risaltare il tuo incarnato.
Eulalia –       Forse ti confondi: è la couperose.
Santippe –    Fammi vedere.
(Si avvicinano alla finestra.)
Santippe –    E questo segno verde sotto l’occhio cos’è.
Eulalia –       Non è niente, ho solo sbattuto contro una porta.
Santippe –    Davvero?
Eulalia –       Davvero.
Santippe –    La couperose però non è peggio del solito. Quanti anni che non ci vediamo? Sei, dodici mesi?
Eulalia –       Anche diciotto.
Santippe –    Allora è un buon segno. La couperose è rimasta tale e quale. Vuol dire che hai smesso di graffiarti e stropicciarti gli occhi.
Eulalia –       No,no, non ho smesso, ma non ho nemmeno aumentato le dosi.
Santippe –    Che ti dicevo? Prima o poi ci si stabilizza.
Eulalia –       Già, ci si fa il callo.
Santippe –    Non parlarmi di calli, per favore. I tacchi dodici centimetri mi stanno facendo impazzire.
Eulalia –       Scarpe nuove, eh?
Santippe –   Scarpe d’obbligo, mia cara. Senza tacchi con le zeppe e reggiseno coi ferretti là fuori non si va da nessuna parte, non si cammina, non si fa strada.
(guarda le ciabatte dell’amica). Beata te che te ne stai in ciabatte.
Eulalia –       Ma neanche così corri molto.
Santippe –   Va già bene se non mi slogo una caviglia o non cado in ginocchio. Non sai come piacerebbe anche a me stare in ciabatte.
Eulalia –       Io però non ho altra scelta.
Santippe –    Neppure io ce l’ho, che ti credi …
Eulalia –       Già, ma non so cos’è meglio. Non so, davvero.
Santippe –    Universi separati, non puoi capire.
Eulalia –       Io non capisco il tuo e tu non capisci il mio.
Santippe –    Bene, anzi, male, ma proviamo a dire.
Eulalia –       Che vuoi che dica, è sempre uguale, è come vivere con un animale.
Santippe –    Gli animali non sono tutti cattivi, però.
Eulalia –       Ecco, sarebbe meglio vivere con un cane.
Santippe –   Che mi tocca di sentire!
Eulalia –       Infatti, mi vergogno a dirlo. E’ una belva.
Santippe –   Vergognarsi non serve a niente. Non ti va di stare con lui? te l’ho già detto tante volte: divorzia!
Eulalia –      La fai facile tu, ma ormai, che vuoi che faccia? Tutta la vita a lavorare per lui, perché c’erano i figli e per “tenere insieme la famiglia”, come diceva sempre mia madre, e per “il senso del dovere”. E adesso, che i figli sono cresciuti malamente, con un padre deficiente … che vuoi che faccia? Non so nemmeno come si fa a stare nel mondo. Non so nemmeno come si fa a mettere i piedi, e starci,  dentro quelle scarpe.
Santippe –    Beh, però con i piedi in quelle ciabatte, strisci ..
Eulalia –       Striscio, striscio …
Santippe –    Comunque il problema sai cos’è?
Eulalia –       Dimmelo tu che sai tutto …
Santippe –    E’ semplice: è la biologia. Quando si è giovani ci si innamora – non è vero?
Eulalia –       E’ vero, è vero …
Santippe –    No, non è del tutto vero: è un trucco!
Eulalia –       Un trucco?
Santippe –    Certo! è la dopamina.
Eulalia –       Che diavoleria è mai questa?
Santippe –    E’ un neuro trasmettitore.
Eulalia –       Cos’è, un telefonino? pensavo che era come l’aspirina.
Santippe –    No, no, seguimi.
Eulalia –       Ti seguo.
(si siedono al tavolo)
Santippe –    Bene, ora senti. Innamorarsi produce una sensazione di euforia. Ci sentiamo innamorati e in un brodo di giuggiole – non è vero? Ma è soltanto un meccanismo chimico. Infatti succede perchè aumenta nel cervello la concentrazione di neurotrasmettitori come la dopamina.
Eulalia –       Ah ecco, è una roba chimica, come una droga.
Santippe –   Non è una droga, sciocchina. Però in un certo senso, hai ragione anche tu …
Eulalia –      Vedi?
Santippe –   Va bene, poi ne riparliamo. Ricordati che poi torniamo su questo punto. Ma adesso lasciami continuare.
Eulalia –       Continua
Santippe –    Il fatto è che l’euforia che ti dicevo può durare da qualche mese fino a un paio d’anni, poi cala ..
Eulalia –       A me non è durato così tanto, mi ha fregato ..
Santippe –   Per forza, ti sei sposata , e hai fatto subito un figlio..
Ecolalia –     Così è andata.
Santippe –    Sì, lo so. Ma quando l’euforia scende, poi  inizia a salire un ormone che si chiama ossitocina.
Eulalia –       Ecco: un’altra droga.
Santippe –    E dai con le droghe. Un ormone non è una droga, soprattutto l’ossitocina.
Eulalia –       E cos’è allora?
Santippe –   E’ l’ormone che viene anche chiamato l’ormone dell’amore, perché aumenta quando facciamo l’amore. Poi però entra in gioco anche quando si partorisce e si allatta. Ma soprattutto, senti senti, serve a tenere insieme le persone. Fa da collante.
Eulalia –      Una colla? Et voilà un’altra droga.
Santippe –  Chiamala pure così. E comunque crea fiducia ed empatia. E fa diventare più sensibili. Ma se si vuole anche questo è un trucco della natura, perché l’effetto di questa “droga”, come la chiami tu, dura giusto quel tot di anni che sono necessari per far crescere i figli.
Eulalia –       Ah, ora capisco. E poi?
Santippe –    Poi anche l’ossitocina cala, perché non serve più.
Eulalia –      E quindi? come si fa a stare ancora assieme?
Santippe –   Devi trovare qualche altro interesse, o un escamotage.   
Eulalia –       Sì, però, non ho capito se questo ormone è un ormone che ce l’hanno solo le donne o se ce l’hanno anche gli uomini …
Santippe –    Bella domanda! In linea di massima, non ne sono del tutto sicura, ma credo che madre natura abbia procurato soprattutto alle donne questo ormone.
Eulalia –        E agli uomini?
Santippe –    Probabilmente non a tutti gli uomini. Ma immagino che se vedi che un uomo è più gentile e affettuoso, almeno con la propria moglie e coi figli, questo significa che anche lui riesce a produrre ossitocina. Mentre se è sgarbato e burbero, e non abbraccia mai né moglie né figli, nè si cura di loro, probabilmente non ne produce.
Eulalia –       Allora quest’ultimo è il ritratto di mio marito.
Santippe –    Temo di sì.
Eulalia –       Ma allora non è nemmeno colpa sua?
Santippe –    Eh sì, in un certo senso non è neanche colpa sua.
Eulalia –       Non è colpa sua se è uno stronzo, si comporta da stronzo, vuoi dire?
Santippe –    Ne sono convinta. Non si può nemmeno parlare di colpa.  La  causa è soltanto chimica: è la mancanza di ossitocina.
Eulalia –      Beh, non è che uno senza ossitocina non possa comportarsi in modo gentile. Se avesse un cervello e un po’ di cuore, potrebbe comportarsi bene lo stesso. Non ti pare?
Santippe –    Potrebbe, potrebbe, ma non è detto che possa riuscirci. Dipende.
Eulalia –       Da cosa?
Santippe –    Imponderabili.
Eulalia –       Imponderabili? Quali?
Santippe –    L’educazione, per dirne una.
Eulalia –       Già, me se te ne becchi uno che non è stato educato, educato in tal senso, voglio dire?
Santippe –    Mm … per esempio la moglie dovrebbe sforzarsi di risvegliare nel marito quei sentimenti  che egli non ha naturalmente. La gentilezza, la tenerezza, la sensibilità e l’affetto.
Eulalia –       E come?
Santippe –    Penso soprattutto che tu ti debba guardare soprattutto dal non suscitare delle liti quando sei in camera o a letto con lui, ma di fare in modo che in quei momenti ogni cosa sia piacevole e lieta. Perché se il luogo che è destinato a stemperare i contrasti e a rinsaldare l’amore è profanato da qualche litigio o malumore, allora viene cancellata ogni possibilità di riappacificarsi.
Eulalia –        Ma lui è troppo duro per essere addolcito con qualche forma di gentilezza
Santippe –    Però ricordati che è solo a letto che, se proprio proprio anche uomini come tuo marito hanno qualche possibilità di produrre ossitocina.
Eulalia –       Allora mi stai dicendo che tutto dipenderebbe da me, come diceva mia madre.
Santippe –    Eh sì, temo di sì.
Eulalia –       Ma quindi la scienza non ha scoperto nulla di nuovo. Cioè, ha scoperto la causa di un problema per il quale comunque non può far niente. E non cambia di una virgola quello che le donne hanno sempre dovuto fare.
Santippe –    Da che mondo è mondo, pare.
Eulalia –       Il problema lo dobbiamo sempre risolvere noi, da sole.
Santippe –    Farsi carico, si dice.
Eulalia –       Farsi carico, certo, lo so bene.
Santippe –    Però …
Eulalia –       Però?
Santippe –    Oggi puoi comprare lo spray dell’amore e spruzzarglielo nel naso mentre dorme.
Eulalia –       Davvero?
Santippe –    Davvero.
Eulalia –       E non è nocivo? Non ci sono effetti collaterali?
Santippe –    Sembra che irriti un po’ le mucose.
Eulalia –       Se sapessi come si irritano le mie mucose quando mi mena?
Santippe –    Ti mena? Beh, ma allora che te ne importa? Una bella spruzzata  di ossitocina e vedrai che  tutto cambia.
Eulalia –        Mah … non ne sono molto convinta. Mah… vedremo. 
 
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in buio, convivenza, diritti umani, dopamina, matrimonio, ossitocina, sofferenza, violenza e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

2 risposte a dialogo sui minimi sistemi – atto primo

  1. elio ha detto:

    Un buon inizio direi! 🙂

    Mi piace

  2. rozmilla ha detto:

    Grazie Elio. Davvero? A me piace il titolo, per ora. Però non oso fare una ricerca per scoprire (quasi di sicuro) che non è nuovo e qualcuno deve averlo di già inventato/utilizzato.
    Ieri (connessione bassa per tutto il giorno) pensavo che “strappando la falarica viene via anche la zolla erbosa” (non so se conosci il detto). Non chiedermi cosa sia esattamente la falarica perchè non lo so, ipotizzo siano le radici più dure e più grosse. Poi però si spera che la terra sia più soffice da lavorare.
    Di solito è così.
    ciao 🙂

    Mi piace

I commenti sono chiusi.