illùminati d’immenso!

Ogni anno mi stupisco di come le cose si ripetano, per esempio come anche quest’anno siamo ancora qui a guardare Braccobaldo show. Le nostre città si illuminano, le strade vengono invase da decorazioni luminose, alberi e stelle, pubbliche e private, alcune a Led o a basso impianto ambientale, altre a consumo tradizionale. Ma certo il Natale è una festa tradizionale alla quale è difficile rinunciare, soprattutto nelle forme illuminate che si sono imposte nel regime dello spreco ad oltranza. Eppure questo appare agli occhi di quelli che guardano al di là delle mere apparenze una delle forme in cui si esprime un oscurantismo ben mascherato da luccichii sfavillanti per lo più superflui e nocivi. Ma per quanto, e fino a quando?

La sola città di Milano, per esempio, che nel 2003 già stanziava 985.000 euro per le luminarie natalizie, aveva proseguito con lo stesso tenore fino al 2010. Da quest’anno una svolta: la giunta Pisapia ha ridotto gli stanziamenti a zero, e ha rinunciato persino ad allestire l’albero di Natale in Piazza Duomo. Non sono mancati però gli sponsor privati che hanno supplito alla carenza del Comune, mettendo a disposizione i fondi per illuminare le vie principali, e per allestire l’albero in Duomo, acceso alla vigilia di Sant’Ambrogio.
La scelta di ridurre le luminarie natalizie è stata criticata dalle associazioni di commercianti, per ovvi motivi di opportunità. Le illuminazioni e decorazioni paccottiglie natalizie, fiocchi e luccichii, a detta di eminenti studiosi di psicologia comportamentale degli acquisti, sembrerebbero infatti creare un effetto placebo di beata dimenticanza delle tristi condizioni in cui saremmo ormai precipitati a dismisura, nonché un clima di festa e di allegria, che farebbero aumentare in via indiretta gli incassi degli stessi in modo che ha del miracoloso. Sarà vero? Ad ogni buon conto, sebbene le casse di Palazzo Marino stiano attraversano un periodo a dir poco sfavorevole, e il sindaco Pisapia abbia dichiarato «Niente albero di Natale in piazza del Duomo, né decorazioni nelle vie commerciali: non ce li possiamo permettere», non si dovrebbe nemmeno sottovalutare il suo preciso appello a combattere l’emergenza inquinamento risparmiando energia.
È fuori dubbio che anche questo è solo uno dei segnali indicatori che nei prossimi anni molte cose dovranno cambiare. Lo sperpero di energie è insostenibile per l’intero pianeta, che sta letteralmente capitolando a causa delle indiscriminate attività umane. Ne riparleremo in seguito in modo più approfondito.

Per ora mi limito ad osservare che l’abete di 30 metri che è stato allestito in piazza Duomo è arrivato nella notte tra il 28 e il 29 novembre con un trasporto eccezionale dal Trentino Alto Adige, dotato della certificazione dell’autorità forestale che ne ha autorizzato il taglio, pare,  perché ormai vecchio e quindi inserito nella lista degli elementi da sradicare e sostituire con piante giovani, secondo le normali procedure di riforestazione, ma ci permette purtuttavia di far finta che tutto sia ancora come sempre o come pria, e festeggiare ancora una volta un Natale all’insegna dell’illusione. Forse l’ultimo?

Per esempio, forse non tutti sanno che il 2010 è stato l’anno dedicato alla tutela della biodiversità e il 18 ottobre 2010 a Nagoya, in Giappone, si è tenuto il vertice per mettere a punto gli strumenti di difesa verso tutte le specie che popolano il pianeta. Ma, nonostante le buone intenzioni, la cruda logica dei numeri è sufficiente a mostrare come, sotto la pressione dei consumi indiscriminati e della crescita incontrollata della popolazione planetaria, tutte le altre specie vengono colpite e molte di esse rischiano l’annientamento a una velocità imprevista.
Ma vediamo solo un numero: 20% delle specie vegetali rischia l’estinzione. E le conifere, non solo gli alberi di Natale, sono tra le specie vegetali più minacciate.
Forse anche solo per questo motivo, illuminarsi di meno potrebbe rivelarsi la scelta più illuminata.
Illuminarsi di meno, allora – di luci che brillano appena sotto i nostri occhi e che illuminano più che altro la nostra miseria – ma illuminarsi d’immenso – con scelte che vadano un po’ più in là della misura del nostro naso, per quanto lungo lo possiamo avere.

Fare a meno di luci in sovrabbondanza e accontentarsi di una candelina?

“È strano. Qualche volta la luce si spegne all’improvviso e ci si accorge
che gli occhi vedono più di prima.” (Laura Tangorra)
 

Ma per chiudere, come al solito, in bellezza, come non ricordare che il prossimo restauro della guglia del Duomo si prevede costerà alla collettività 8 milioni di euro? E che quindi, altro che candeline, quelli saranno ben altri fuochi d’artificio …

 
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9 risposte a illùminati d’immenso!

  1. carla ha detto:

    come hai ragione, cara Milena..il duomo ristrutturato è già bellissimo così, non ha bisogno di nessuna luminaria…e poi le candele scaldano e creano atmosfera 🙂
    ti abbraccio e ti auguro serenità per i prossimi giorni…
    ciao

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    • rozmilla ha detto:

      beh, sì, considerando gli 8 milioni di euro che saranno necessari per restaurare anche soltanto la guglia del Duomo, non sarà facile, ma penso che potremmo accontentarci 😦
      (e questa è una considerazione è ben più aspra da inghiottire)

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    • rozmilla ha detto:

      Carla, piccolo fiore, ieri mi ero dimenticata di ringraziarti per avermi fatto pensare al restauro del Duomo, che a parte i costi esorbitanti per mantenerlo, non c’è dubbio che sia un’opere d’arte splendida e grandiosa. L’ultima volta che sono entrata in Duomo, la cosa che mi ha più colpito è stato il lastricato della navata centrale, consumato dal passaggio di tutti i fedeli nei secoli (e poi anche i turisti, ai giorni nostri). E il suono dei canti e delle funzioni, che si propaga e risuona in modo straordinario, e tutte quelle persone raccolte in preghiera. Forse è per questo che l’interno della chiesa mi affascina più di tutte le guglie che ci sono fuori, per quanto preziose. Ma è solo una mia preferenza e gusto personale. Ti dico queste cose perché ho avuto l’impressione che la mia risposta al tuo commento di ieri potesse apparire un po’ brusca. Se è così, ti chiedo scusa, ti assicuro che non era nelle mie intenzioni, ma è soltanto che quando comincio a guardarmi in giro vedo le contraddizioni del mondo che si spandono a raggiera.
      Perciò ricambio un tenero abbraccio, e auguro anche a te giorni sereni.
      milena

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  2. Francesco ha detto:

    “È strano. Qualche volta la luce si spegne all’improvviso e ci si accorge
    che gli occhi vedono più di prima.”
    Vero. Come è vero che quando cessa il rumore le orecchie odono meglio. Ci si sente quasi rigenerati, nati ad un nuovo ascolto. E come è vero che quando ci ritiriamo dal nostro abituale modo di porci rispetto alle cose, poi diventiamo capaci di vederle in un modo diverso. È questa, mi sembra, la cosa importante della vita. Aprirci alla possibilità di nuovo punti di vista, nuovi punti di ascolto, capire che nel mondo possiamo stare in modo nuovo (magari più completo). Capire che spesso le nostre abitudini si trasformano in prigioni, e che forse è arrivato il momento di cambiarle.
    Se si riesce a instaurare questo modo ondoso delle abitudini, forse riusciamo a garantire alla vita una sua vitalità, e a tenere lontano il rischio, sempre dietro l’angolo, di trasformarsi in fossili viventi..

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  3. md ha detto:

    Sì, occorre essere davvero “illuminati” e rimettere al centro il perduto lume della ragione (persino l’illuminazione interiore di Agostino può far bene in questi tempi insieme bui e sovrailluminati, come fai giustamente notare).
    A tal proposito – per quanto possa servire – ricordo che il 2012 è stato proclamato dall’Onu anno internazionale dell’energia sostenibile per tutti (e qui l’accento dovrà andare su quel “tutti”, non solo umani, evidentemente).

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