le tortorelle

 
 
 
 
 
 
           
 
           Tutt’arruffate
           in una pozzanghera
           le tortorelle

 

 

Apro gli occhi ed è una giornata grigia, pioggerellosa. Il cammino tra la camera e la cucina mi appare più tortuoso e oscuro del solito, per quanto sia la via più breve, che è anche l’unica possibile e sempre uguale tutte le mattine. Preparo il caffè e mentre aspetto sbircio tra le tende della finestra. Lì davanti sulla strada si è formata una piccola pozza e due tortorelle vi ci sguazzano un po’ a turno o assieme; approfittando delle brevi pause tra il passaggio di un’auto e l’altra, vanno e vengono. Oh sì, finalmente, è da tanto che non pioveva. E anche nell’orto l’acqua della vasca è una lastra di ghiaccio da non so quando. E che gioia potersi finalmente bagnare le piume ..

 
(dedicato a Maria Sole)
 
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in acqua, animali, gioia, haiku, natura e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a le tortorelle

  1. Francesco ha detto:

    Innanzitutto auguroni per il tuo compleanno, poi un ringraziamento.
    Si, voglio ringraziarti non solo per questo tuo soave e semplice post, ma anche per tutti quei post altrettanto semplici e soavi che non raramente dispensi nel tuo blog. Autentiche gemme che invitano alla contemplazione del quotidiano, che ristorano il navigante prima che questi riprenda la traversata tra le tempestose onde del Web..
    Considero la semplicità un valore (tra l’altro so benissimo, che se vuoi, puoi essere anche piuttosto complessa!), un punto di arrivo (piuttosto che uno di partenza), la quintessenza di un lavoro quasi sempre duro sulle cose o su di sé. All’inizio della nostra vita siamo semplici, poi diventiamo complessi (complicati?!), quindi aspiriamo a ritrovare un po’ di quella semplicità iniziale, andata perduta, per poter indugiare in qualche piccolo piacere, come quello, ad esempio, di fermarsi a contemplare due tortorelle che sguazzano in una pozza.
    Ma cos’è poi questa contemplazione, se non l’irrompere del metafisico nella realtà di tutti i giorni?
    E cos’è il metafisico, se non una provvidenziale e salutare boccata di ossigeno, una interruzione, un’oasi, un momento magico, nel bel mezzo di percorsi esistenziali spesso difficili?

    Un caro saluto..

    P.S.
    A proposito del fatto che hai rispolverato la chitarra, sarebbe bello che tu riuscissi a superare lo “scoglio” dei calli ai polpastrelli. Non è difficile sai? Ma se proprio non te la senti, ti do una dritta. Prova con le tabla.
    Avendo i calli, hai certamente già compiuto la maggior parte del lavoro..

    Mi piace

    • rozmilla ha detto:

      Grazie Francesco!
      hai colto benissimo lo spirito di questo breve post.
      Come diceva qualcuno (non ricordo chi, forse Oscar Wilde) le cose semplici sono l’ultimo rifugio di uno spirito complesso ..
      E sento anch’io che attraverso tutte le strade tortuose che percorriamo, la sensazione di aver raggiunto una meta la si ha solo quando riusciamo a semplificare ai minimi termini – quasi come in un’equazione matematica, pensavo poco fa.

      Grazie anche per il video. Però ti devo dire che il mio scoglio, più che i calli, che non sono un grosso problema, è che mi mancano nuove musiche sulle quali fare esercizio. Infatti continuo a ripetere le stesse da non so quanto. Più che l’accompagnamento, mi piacerebbe migliorare nell’arpeggio, e per questo dovrei prendere qualche lezione. Appena finite le feste cercherò qualcuno che mi possa aiutare. Se non riesco a progredire mi annoio ..
      Buone cose

      Mi piace

  2. Francesco ha detto:

    Ops..
    non sapevo che indcando un link di youtube automaticamente veniva postato il video corrispondente. Beh, meglio così, in questo modo si fa meno strada per andarlo a vedere..

    ciao..

    Mi piace

  3. md ha detto:

    interessante; è un po’ come la scrittura: ad un certo punto non si deve più aggiungere, ma solo togliere…

    Mi piace

    • rozmilla ha detto:

      non è facile sapere sempre cosa togliere, cosa è superfluo; a volte sembra tutto necessario.
      forse è perchè abbiamo anche bisogno di sbagliare – non credi? – per capire come può essere meglio. (tentativi per prove ed errori – Popper)
      poi capita che se si vede che è tutto sbagliato si può togliere anche tutto – così come ho fatto col post di ieri che è finito nel cestino 🙂
      basta premere un pulsante e il gioco è fatto!
      sarebbe bello poter fare la stessa cosa con ogni cosa, ma non è così …
      ciao Mario

      Mi piace

I commenti sono chiusi.