from here to there

 

Non oggi, non ieri, ma già dalla scorsa settimana ho ricominciato a sentire il canto degli uccelli all’alba. Ed era chiaro che l’inverno, quello più duro, si stava già arrendendo. Tra poco non lo ricorderemo nemmeno più, e saremo presi dalla letizia per le occasioni che ci aspettano. È marzo, ci siamo, è la capriola dell’anno. Qualche giorno via per staccare, per poi riprendere di buona lena. Non riesco ad evitare questa deliziosa piccola ansia che mi prende. Non voglio nemmeno, mi lascio trasportare dal desiderio di futuro che attendo e preparo.
Tornando, mai come quest’anno ho colto al volo l’idea che molte cose devono cambiare, come un ricominciare daccapo. Sarebbe bello potessimo ricominciare ad ogni istante, persino, senza distruggere o annientare il passato, o ferire, senza strappi laceranti o salti nel vuoto. Ma cambiare, come nascere, non sempre è operazione indolore.  E anche nelle minime cose arriva il momento di far cernite, setacciare, ripartire da ciò che si ama, che ci dà gioia e piacere. Togliere il superfluo, il vecchiume, lo stantio. Abbandonare il peso inutile, senza più senso e scopo.  
Arriva il momento di prendere decisioni, far passare dall’invisibile delle possibilità del pensiero, al visibile delle cose in atto. E poiché l’unico luogo da dove si può partire, come sempre è da “dove si è”, per cominciare il primo passo a cui sto lavorando è una nuova ripartizione degli spazi.  L’intenzione sarebbe di trasformare questa casa (che non so ancora definire) in un luogo comune, col minimo possibile di dipendenza reciproca. E sarebbe ora.  E se non ora quando? Ora vado, perché ho un mucchio di cose da fare. Non sarà molto poetico, forse nemmeno prosaico, ma praticamente indispensabile, quello sì. Il passare da qui a là, non sarà nemmeno istantaneo, avrà bisogno di tempo, lavoro sforzo e fatica. E anche di attesa.  Sono di poche parole, come conviene in questi casi. Ma se vi va, auguriamoci buona fortuna.

 

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4 risposte a from here to there

  1. md ha detto:

    mi piace “marzo capriola dell’anno”;
    è vero che quello strano sentore nell’aria mette ansia, ed occorre fare qualcosa, e non si può star fermi…

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  2. rozmilla ha detto:

    Sì, è bello, piace anche a me …
    E pensa, se riuscissimo a fare almeno una capriola al giorno, per essere pronti al grande salto di primavera …
    Per questa sera avrei in programma una saltino al testro delle arti, a Gallarate: lezione magistrale di Maurizio Ferrari, “Nuovo realismo”.
    Che ne dici, vale?

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  3. md ha detto:

    direi di sì, ho appena letto Anima e iPad e di spunti ne dà parecchi – ci verrei anche, ma son troppo pigro per raggiungere Gallarate, in una sera da lupi come quella che si annuncia, poi…

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  4. rozmilla ha detto:

    se riesci a superare la pigrizia, se ti va potrei darti un passaggio con la mia “torpedo blu” 🙂
    potrei farcela …

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