Astrea

Visto il consenso suscitato dal precedente post, ho deciso di continuare a raccontare a Maria Sole qualche aspetto dei suoi primi tempi di vita.
Ma forse  bisognerebbe dire qualcosa anche del periodo che precedette la sua nascita, mi son detta; provare a descrivere lo scenario e l’atmosfera, quello che esisteva ancora prima del suo concepimento, prima che venisse al mondo. Andando indietro indietro nel tempo, dovrei parlarle persino della mia stessa nascita, o della nascita di mia madre, e così via. Ma ho paura di ingarbugliarmi fra tutte queste nascite e rinascite, anche se chiaramente sono tutte legate tra loro.
Perciò per il momento dico soltanto che i suoi genitori, all’epoca, erano una giovane donna e un giovane uomo innamorati, come possono essere due giovani innamorati che si vogliono bene. Come lei sa benissimo, avevano già un altro bambino, Riccardo. Non si può certo dire che il suo concepimento fu programmato, ma in tutto e per tutto frutto dell’amore e della vita, questo sì. Ed per essere precisi, la concepirono in un pomeriggio di luglio in un luogo davvero splendido, molto simile a come potremmo immaginarci il paradiso.

Per aiutare l’immaginazione, forse la foto qui accanto può fare il caso nostro, ringraziando la figura femminile che è rimasta immortalata nella foto. Che sembra camminare controvento, e di certo non potrà girarsi a guardarsi indietro, ma forse è meglio così. Che è sempre meglio guardare avanti, come si dice.

 

Ciò che più di tutto ricordo è la luce di quei giorni di luglio, il sole, la sabbia bianca delle dune, l’accampamento tra i ginepri, i bagni all’alba, quando l’acqua era limpida e calma, se  non c’era vento. E la ricerca tra i sassolini sulla riva, di quei piccoli occhi di santa lucia*, minuscoli e di forma ellittica, che si diramano dal cuore, a spirale. E vanno.
Credo che la scelta del suo nome abbia avuto origine in quegli stessi giorni, da quel luogo. Ma di questo parlerò la prossima volta.

Visto però che lo spazio non manca,  per l’occasione mi sembra indicata una frase che ha pronunciato qualche sera fa il prof. Sini nel corso di una sua lezione Magistrale, sulla “Verità del corpo”.  Una frase di quelle che i filosofi si appuntano di quando in quando –  ha detto proprio così.  Vale a dire che “nel corpo e dal corpo il mondo viene al mondo“. E non solo viene al mondo il corpo – di un  bambino, per l’appunto – ma che è proprio il mondo a venire al mondo attraverso il bambino che nasce al mondo. Ogni bambino è un nuovo mondo. Ogni volta  un nuovo mondo. Ma dove stanno i bambini prima di venire al mondo? mah, questo nessuno lo sa …

 

 

*Nota. L’occhio di santa Lucia è la “porta di casa” dell’Astrea Rugosa (chiamato anche trottola rugosa): un mollusco marino provvisto di conchiglia spiralata, che è la sua abitazione e la sua protezione; l’occhio è l’opercolo che utilizza quando si ritira completamente nella conchiglia.  

 

Galleria | Questa voce è stata pubblicata in bambini, concepimento, luce, nascita, natura. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Astrea

  1. //quelcherestadelmondo.wordpress.com/2011/08/08/tout-monde/

    Mi piace

I commenti sono chiusi.