2012 odissea nello spazio

– Si è bloccato …
– Cosa?
– Il DVD – gli dico.
Mi guarda con una punta di fastidio, come quelle punte di matita che avrebbero bisogno di essere temperate, ma purtroppo non si sa più dove si sia cacciato il temperino.
Armeggio un po’ attorno, stacco la presa, spengo e accendo e ci riprovo.
– Niente. Non esce. È incastrato.
– Ti serve?
– No, non adesso, almeno …
– Ma proprio adesso dovevi farlo?
– Cosa?
– Questo pasticcio?
– No, non adesso. È bloccato dall’altra sera. Provavo a farlo uscire, qualche volta si blocca e dopo un po’ si sblocca da solo. Qualche volta succede.
– E allora?
– Costa meno comprarlo nuovo che portarlo ad aggiustare. Come l’altra volta con lo stereo, che poi ti dicono di aver cambiato un pezzo, che non ti fanno nemmeno vedere, e gli devi dare 40 euri.
Metto giù il telecomando e vado in cucina.
Sento una porta che sbatte, mi giro e lo vedo salire dalla cantina con in mano due cacciaviti.
– Cosa vuoi fare?
– Ci penso io.
E comincia a ravanare coi cacciaviti nell’imboccatura stretta per i DVD.
– Cos’è? due cacciaviti come sostitutivi delle bacchetta magica? Mo’ va che gli fai l’incantesimo …
Come non detto, non fiata e continua iper-territo.
– Gli vuoi fare il solletico? – gli chiedo – O bucarlo come la salamella?
No name sul fronte occidentale.
– Semmai prova a svitare il coperchio e a guardarci dentro – suggerisco.
Mi lancia un’occhiata di traverso, ma dopo un po’ mi dà retta e svita il coperchio.
Ma anche così, anche a guardarci dentro, è un mistero. Non si capisce proprio come fare a smuoverlo da lì.
– Te l’ho detto. Io ci rinuncio – gli dico. Alzo i tacchi, che non ho, e torno in cucina.
Non passa molto e sento dei colpi secchi e ripetuti. Bhum bhum bhum.
– Ci siamo – penso – al regolare epilogo.
Non mi scomodo nemmeno di andare a vedere cosa sta facendo. Perché lo so.
Scena già vista e ripetuta nei secoli dei secoli. Amen.

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19 risposte a 2012 odissea nello spazio

  1. bortocal ha detto:

    umorismo finissimo e straordinario: alla fine di ogni post ogni maschietto si sente un poco orango… 🙂

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    • rozmilla ha detto:

      Ti ringrazio Mauro, … ci avevo pensato di metterlo nella categoria humor, ma ero incerta: forse noir? dalla tragedia all’umorismo il passo è breve, o viceversa andata e ritorno (Nietzsche dixit)

      Poveri maschietti? ma perché “ogni” post? … quale altro? tutti? o solo quelli post-moderni?
      E comunque, possesso di cacciaviti ed armi proprie ed improprie a parte, non so come si senta la signora orango -:(

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      • bortocal ha detto:

        come si senta la signora orango da parte mia non posso raccontartelo, avendo la medesima tagliato la corda 24 anni fa 🙂

        “ogni post” è decisamente un lapsus di battitura per “questo post”, ma temo che si tratti di un lapsus freudiano, avendo notato un certo accanimento riguardo alla figura del maschio… 😉

        spero solo che sia accanimento terapeutico… 🙂

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  2. rozmilla ha detto:

    Non mi riferivo alla tua signora orango, in particolare, ma a tutte le signore orango in genere; anche se – ormai fuori-uscita dalla fase post-femminista – sono più propensa a parlare di oranghitudine generale, che può coinvolgerci tutti quanti, indipendentemente dal genere.
    Si potrebbe ammettere che i maschietti hanno maggiori istinti aggressivi e distruttivi? e biologicamnete radicati? Si potrebbe, ma dubito che l’essere donna, da solo, sia sufficiente a garantire la consapevolezza tout court.
    Voglio dire che ci possono essere donne stronze come uomini magnifici, e viceversa, e che questo non dipende in modo assoluto dal genere. Ci mancherebbe.
    Ma si potrebbe dire che nella storia i maschietti hanno avuto maggiori possibilità di dimostrare la loro oranghitudine? e che il punto in cui siamo dipende in gran parte dalle azioni maschili?
    Ma anche dalle non-azioni femminili, mi dirai …

    Comunque, mi sono ricordata che un conoscente sanyasin tempo fa mi faceva osservare che i cani, ad esempio, hanno solo i primi cinque chakra, e che a loro non ne servono di più.
    Naturalmente, pur prendendo la fisiologia sottile dei chakra soltanto come una metafora, sai bene che anche gli esseri umani non hanno sempre attivi tutti i chakra 😉

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    • bortocal ha detto:

      sì, certo, avevo solo provato volutamente a restringere un poco il campo, a proposito della signora Orango… 🙂

      per il resto apri un intero campo minato.

      il post.femminismo prevede anche le donne orango – mi pare una osservazione di buon senso; nel bullismo giovanile si distinguono ai giorni d’oggi le ragazze; l’uso del sesso da parte di certe adolescenti è l’esatto capovolgimento del gallismo tradizionale (ma facciamo fatica a chiamarlo gallinismo, e l’uso di altre metafore animaliste non sarebbe politically correct… ;)).

      si può, anzi si deve, tranquillamente riconoscere che nella suddivisione fra eros e thànatos, l’istinto benevolo alla riproduzione della vita e quello aggressivo alla sua distruzione, entrambi necessari alla vita, come ben sa la triade divina indù, ai maschi è toccato il versante più incline all’annientamento, tanto che non mancano tra i mammiferi, ad esempio i dolcissimi gatti, gli esempi dei padri assassini della loro stessa prole, come forma di controllo delle nascite, e la funzione era riservata fino a poco più di duemila anni fa anche ai patres familiae romani,

      è questa suddivisione di funzioni, che fa della guerra un monopolio maschile, che conferma che la maggior parte dei disastri storici è compiuta dai maschi, in quanto detentori di un quasi assoluto monopolio politico fino a un secolo fa; e la femminilizzazione della politica corrisponde anche ad un tentativo di toglierla dalla sfera della distruttività maschile.

      di presenza delle donne nella storia in senso pacifista mancano esempi che non siano pesantemente letterari, a cominciar dal ratto delle Sabine, per finire con la Lisistrata di Aristofane,

      ma a questo punto tu mi parli dei chakra, e piuttosto che improvvisarmi finto esperto da wikipedia chiedo a te un sintetico dirozzamento sul tema… 😉

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      • rozmilla ha detto:

        Mi ero imbattuta nelle donne Orango o Gorilla: sai quelle signore che si travestono e fanno proteste o performance anti-politica, negli USA (si racconta che tra loro ci fosse anche Susan Sontang).
        Una battuta facile: le donne però hanno bisogno di travestirsi … (mentre gli uomini no 🙂 )

        Non sono molto informata dell’uso che fanno del sesso le ragazze d’oggi, ma se è come dici allora potrebbe essere in linea col lecitazionismo diffuso, di cui abbiamo la sensazione, più che col femminismo e l’emancipazione. Ma anche qui c’è il rischio di trarre conclusioni generali osservando i casi particolari, e formarci opinioni che somigliano molto a dei pregiudizi. Nel qual caso le scienze statistiche potrebbero aiutare a quantificare il fenomeno. Esiste questo fenomeno?
        Devo ammettere, Mauro, che io non ne so molto, di questo fenomeno, attualmente.
        Parlando della nostra generazione, potrei dire che la liberazione sessuale è stata un fenomeno che ha dato frutti dolci e amari nello stesso tempo. Se lo scopo era quello di liberarsi dai tabù sessuali, forse ci ha liberato da “certi” tabù sessuali, imponendocene in cambio degli altri, diversi. Non so se ricordi quando sembrava una cosa ovvia quantificare le prestazioni, e fare sesso era diventato un must, una moda. Se non facevi sesso liberamente, allora avevi qualcosa che non andava, non corrispondevi ai clichè.
        Bene (o male), adesso le ragazze lo fanno, e se questi sono i frutti, forse dovremmo porci domande su ciò che abbiamo seminato.

        Comunque, quando scrivevo e poi rileggevo la scenetta del post, pensavo più al problema del rapporto dell’uomo con la “cosa”, tecnologica o meno. Con la cosa tecnologica, che l’uomo progetta e costruisce, e poi non sa più come controllare, come nel film di Kubrik. Infatti condivido il tuo post sul divario tra evoluzione biologica e quella tecnica.
        Ma anche con la cosa in genere, vale a dire anche la cosa umana, che in caso di conflitto o incomprensione, l’uomo risolve con la violenza fisica: che è sempre la soluzione più facile. Picchiare, aggredire, uccidere, fare la guerra. Non sarà un caso che polemos è (e resta) il padre di tutte le cose?

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  4. rozmilla ha detto:

    Sui chakra, o cakra, avevo solo fatto una battuta ironica, e non credo mi sia facile parlarne seriamente.
    Però so che Mircea Eliade ha fatto studi approfonditi sui testi tantrici e hathayoga. Lo scorse mese di giugno avevo riletto “Lo Yoga, immortalità e libertà”, ma oggi riprendendolo in mano mi sono accorta di non ricordare più nulla. Eppure è un libro splendido, e varrebbe la pena rileggerlo anche più volte.
    Sono andata a rileggermi il capitolo che tratta della fisiologia sottile, o mistica, che è stata elaborata da esperienze ascetiche, yogiche, estatiche o contemplative.
    Non è facile sintetizzare cosa si debba intendere per cakra, ma posso elencare i principali centri, e come vengono descritti:
    mûlâdhâra (mûla=radice) situato alla base della colonna vertebrale, ed è in rapporto con la forza coesiva della materia, il funzionamento istintivo del corpo, con l’odorato, il suono,le sensazione di dolore e piacere ecc.;
    svadhisthâna cakra, situato nella zona genitale, sarebbe associato all’emotività e ai sentimenti;
    manipûra, situato nella regione lombare all’altezza dell’ombelico, connesso con l’attività mentale, il potere mentale, il pensiero lineare;
    anâhata : nella regione del cuore, veicolo attraverso il quale amiamo dal nostro partner all’umanità in generale;
    viçuddha cakra: regione della gola, associato al potere della parola;
    âjnâ cakra, situato tra le sopracciglia (plesso cavernoso), quello che comunemente chiamiamo “terzo occhio”, sede delle facoltà conoscitive, nella modalità “sottile”;
    sahasrâra cakra, situato sulla sommità della testa. Là sbocca la kundalini dopo aver attraversato i sei cakra inferiori. Ma il 7° non appartiene più al livello del corpo, esso indica già il piano trascendente.

    La variegata cultura “new age” (termine molto vago) ha rielaborato la mistica dei corpi sottili, e talvolta ci parla dei cakra come di vortici che assorbono e scambiano l’energia universale (ch’i, orgone o prana, o comunque venga chiamata; interessante l’idea che l’aria “tesse l‘universo come il respiro “tesse” l’uomo, come da testi sacri indù), e questo avrebbe influenza sia sulla salute fisica (soprattutto per cakra inferiori) che psichica (soprattutto per quelli superiori) degli individui.
    Saremmo come spugne immerse in un oceano di energia, e l’energia sarebbe associata a qualche forma di coscienza; e il “materiale” psicologico relativo a ciascun cakra arriverebbe alla coscienza quando l’individuo aumenta il flusso energetico attraverso quel cakra.
    Qualche esempio: quando il primo cakra è “sano”, l’individuo ha una forte volontà di vivere e buon legame con la terra, è una persona ben radicata nella sua vita; mentre un buon funzionamento del terzo e del sesto cakra, comporterebbe la capacità di pensare con chiarezza, viceversa i pensieri sarebbero confusi; quando il cakra del cuore funziona bene, si ha facilità ad amare. Eccetera.
    Cakra come campi energetici, quindi, ai quali potremmo associare diverse lunghezze d’onda. Ricordi le famose “vibrazioni”?
    Naturalmente si fa “per dire”, e a dire il vero sono piuttosto scettica e dubbiosa quando ne parlo. È quel genere di cose che hanno senso solo se sperimentate tramite pratiche di purificazione, ad esempio, allo yoga, all’alimentazione macrobiotica o vegetariana, alla cura di sé e degli altri.

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    • bortocal ha detto:

      cara rozmilla, un umile grazie per questo commento che dovresti trasformare in post, a mio parere, dato che il suo interesse supera di gran lunga quello legato alla mia persona.

      sono purtroppo in un momento di superlavoro che mi vieta risposte accurate, come meriterebbe; la promessa ri ritornarci su non sarà promessa di marinaio…

      ho solo intanto riflettuto a quel che dici del chakra del cuore, e alla mia destroposizione dell’aorta, che certamente deve avere ingarbugliato il vortice proprio lì! 🙂

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      • rozmilla ha detto:

        anche i marinai prima o poi arrivano in porto, caro Mauro …
        Non ti preoccupare, io aspetto … 🙂

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        • bortocal ha detto:

          rozmilla scrive:
          sulle donne Orango o Gorilla (due specie in realtà molto miti sulle quali la specie sapiens proietta la propria aggressività e quella dello scimpanzé quasi fratello) hai perfettamente ragione: esistono anche al femminile, “le donne però hanno bisogno di travestirsi”…, da maschi appunto.

          la mia conoscenza della sessualità giovanile attuale è ovviamente molto mediata, ma il sesso è una componente ordinaria nella vita degli adolescenti di oggi, a meno che qualcuno non decida di rifiutarne la pratica per motivi suoi: da questo punto di vista i giovani d’oggi mi sembrano più liberi sia di quelli repressi (in apparenza) degli anni Cinquanta, sia dei forzati del sesso liberato degli anni Settanta.

          anche in virtù del fatto che è poi accettato comunemente che il sesso abbia molte variabili soggettive e che non ci siano modelli obbligati (almeno per una parte degli adolescenti)…

          l’uomo risolve i problemi con la violenza fisica, scrivi; e secondo me hai ragione, pur se dicendo meglio dovremmo dire che violenza è un modo di affrontare i problemi (senza risolverli) che di risolverli.

          polemos è (e resta) il padre di tutte le cose? solo per i maschi, e per i maschi buzzurri, aggiungerei; poi però polemos assassino è padre di tutte le cose solo perché sgombera il campo dagli ostacoli al nuovo.ù

          ma la generazione del nuovo vira sempre al femminile, e da questo campo l’uomo, a mio parere, rimane sempre profondamente escluso…

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          • bortocal ha detto:

            questo mio commento è così inquinato dagli errori di battitura che sento il bisogno di ripubblicarlo con una adeguata “revisione di bozza” e mi scusa con rozmilla se le ho imposto la decifrazione di un testo che a volte sembra sconclusionato:

            sulle donne Orango o Gorilla (due specie in realtà molto miti sulle quali la specie sapiens proietta la propria aggressività e quella dello scimpanzé quasi fratello) hai perfettamente ragione: esistono anche al femminile, “le donne però hanno bisogno di travestirsi”…, da maschi appunto.

            la mia conoscenza della sessualità giovanile attuale è ovviamente molto mediata, ma il sesso è una componente ordinaria nella vita degli adolescenti di oggi, a meno che qualcuno non decida di rifiutarne la pratica per motivi suoi: da questo punto di vista i giovani d’oggi mi sembrano più liberi sia di quelli repressi (in apparenza) degli anni Cinquanta, sia dei forzati del sesso liberato degli anni Settanta.

            anche in virtù del fatto che è poi accettato comunemente che il sesso abbia molte variabili soggettive e che non ci siano modelli obbligati (almeno per una parte degli adolescenti)…

            l’uomo risolve i problemi con la violenza fisica, scrivi; e secondo me hai ragione, pur se dicendo meglio dovremmo dire che violenza è un modo di affrontare i problemi (senza risolverli) più che di risolverli.

            polemos è (e resta) il padre di tutte le cose? solo per i maschi, e per i maschi buzzurri, aggiungerei; poi però polemos assassino è padre di tutte le cose solo perché sgombera il campo dagli ostacoli al nuovo.

            ma la generazione del nuovo vira sempre al femminile, e da questo campo l’uomo, a mio parere, rimane sempre profondamente escluso…

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            • rozmilla ha detto:

              Mauro: ma è identico!
              forse ieri non ti avevo risposto punto a punto, ero andata fuori tema o avevo divagato, ma non sempre ho qualcosa da ribattere (per fortuna 🙂 )
              però le donne gorilla, di cui ti parlavo, si travestono davvero da King Kong. Le avvevo trovate in rete, e adesso non saprei più dove. Ma esistono, hanno un’associazione, con gadget, magliette, volantini, poster eccetera, e fanno performance di protesta, travestite per non farsi riconoscere.
              Più tardi cercherò di rispondere anche all’altro commento. Ma ti confesso che è da qualche giorno che quando lavoro e muovo le mani, mi passano delle cose abbastanza interessanti, da scrivere; però poi quando mi siedo qui mi blocco, come il DVD.

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              • bortocal ha detto:

                no, che non è identico: all’inizia ci stava un “rozmilla scrive” che attribuiva tutte le mie considerazioni a te, e poi nel terzultimo periodo mancava un “più” e la mancanza lasciava la frase senza senso.

                e che dire di quell’ù buttato lì al fondo della frase successiva???

                questo per dire quanto sono maniacale…

                e poi la storia delle donne orango non l’avevo capita bene, quindi vedi che non ho fatto male a riscrivere il commento corretto in soli tre punti… 😉

                per il resto il crampo dello scrivano è molto diffuso e spessissimo (anche se non si direbbe) insidia anche me; non ti sforzare.

                io tanti anni fa ho raggiunto un record di tre interi anni senza scrivere una parola, e non pare che mi abbia fatto male.

                un abbraccio e un grazie per la pazienza.

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                • rozmilla ha detto:

                  ah sì, a parte l’inizio (ovvio), mi ero accorta della “ù”, mentre mi era sfuggito il “più”, anche perchè avevo compreso lo stesso il significato.
                  e poi, sono abituata ai refusi, anche se mi sono accorta che da qualche tempo sei più accurato. Ma non mi disturbano (i tuoi); mentre verso i miei, io sì che sono maniacale 🙂
                  Ma se ti va, posso sempre correggerteli dalla mia piattaforma (all’inizio mi veniva voglia di farlo)
                  La pazienza invece è speciale – infatti ti ricordo che la nostra amicizia è nata sotto il segno della pazienza, ed ormai sta per scoccare l’anno.
                  Qualche tempo fa ho attraversato un periodo in cui ero un po’ agitata, o arrabbiata (ti ricordi, immagino) e sei stato molto paziente, e non ho mai dubitato che saresti riuscito a sopportare le mie occasionali intemperanze.
                  La svolta, quando è succeso quel fatto terribile a Brindisi. Di fronte a fatti simili tutti gli altri problemucci e tutte le opinioni sfocano in secondo piano. Quanto dolore, e questa vita così fragile …
                  ora esco a fare la spesa. ci sentiamo …

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  5. rozmilla ha detto:

    Caro Mauro … sai, tutto il discorso sulla differenza fra maschile e femminile sulla quale avevo iniziato a riflettere qualche mese fa, non ero riuscita ad arrivare ad alcuna conclusione certa. Esiste una qualche differenza fra maschile e femminile, che però è difficile da quantificare in modo assoluto, come è difficile stabilire se sia dovuta più al dato biologico che quello culturale, perché i due dati si intrecciano ed è arduo separarli in modo netto. Oltre al fatto che ogni individuo è un caso a sé.
    Ora, non so se il nuovo viri davvero al femminile … o se il “femminile” stia virando verso il maschile, ossia verso modalità maschili. Ma anche il maschile verso il femminile. Talvolta.
    Da qualche giorno sto riprendendo le teorie macrobiotiche, per le quali “maschile” e “femminile”, sono diverse manifestazioni, o condensazioni di energie diverse (yin e yang). Infatti nessuno di noi può dirsi né essere totalmente femminile o totalmente maschile, perché a ognuno di noi appartengono entrambe le energie, con il predominio di un’energia rispetto all’altra, soprattutto in certe fasi della vita biologica.
    Ovviamente, può darsi che un eccesso di mascolinità possa rendere aggressivi, o persino violenti; e un eccesso di femminilità possa rendere passivi e indolenti. Però, secondo la teoria, non esisterebbe nulla di neutro, ma in ogni fenomeno ci sarebbe sempre un eccesso di yin o di yang.
    Ora, secondo me il problema è se è possibile, eventualmente, correggere l’eccessivo eccesso dell’una e dell’altro.

    Sai che “polemos è il padre di tutte le cose” è un frammento di Eraclito di circa duemila e cinquecento anni fa. E se guardiamo alla storia dell’umanità, si potrebbe ammettere che polemos è il minimo comune denominatore di tutte le epoche. Dalla lotta e il conflitto, fino alla violenza e alla guerra, si afferma il potere del più forte, o della teoria che viene imposta con la forza, che afferma e costruisce la realtà. E non so se sarà mai possibile superare questa dinamica … sarebbe una vera rivoluzione … 🙂

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    • bortocal ha detto:

      Eraclìto scrive che pòlemos, la guerra, maschile in greco antico, è il padre di tutte le cose; venendo da una cultura maschilista non gli viene neppure in mente di chiedersi chi sia la madre di tutte le cose.

      il superamento della dinamica, che ottimisticamente speri, potrebbe esserci se cominciassimo appunto a chiederci chi è la madre di tutte le cose.

      la guerra, in quanto padre, ha l’unico merito di rendere possibile la nascita di nuove vite sgomberando il campo dalle vite vecchie; ma è la maternità che concretamente riempie lo spazio reso libero dalla guerra, cioè dalla violenza distruttrice.

      a mio parere la dialettica fra i sessi non è quella fra violenza e passività, ma quella fra distruzione e generazione; il maschio subisce il peso del carattere indiretto e solo occasionale della sua capacità di generare, mentre è la donna il corpo nel quale la nuova vita si plasma.

      per questo scrivevo che il maschio sentirà sempre questa assenza e in fondo questa autentica inferiorità, che cercherà di supplire in vari modi, compresa la violenza…

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  6. bortocal ha detto:

    può apparire ridicolo che io dica di essere altrettanto maniacale di te nella scrittura, e anche nei commenti, considerando che sono sempre inficiati da refusi: ma, se posso spiegare, questo non dipende dalla trascuratezza, ma dalla mia insuperabile impulsività, che mi obbliga a cliccare su un commento dopo averlo scritto, e a rileggerlo, mordendomi le mani, solo subito dopo…:)

    quindi correggi pure i refusi, se vuoi, anzi, mi faresti un regalo (ad esempio, nel penultimo comincio con un “all’iniziA” grottesco…)

    effettivamente con te sono stato più paziente che in altre occasioni, forse sarà l’allenamento di sei anni di blog, oppure al fondo percepisco una personalità accogliente, nonostante le burrasche di superficie.

    siamo in tempi nei quali quasi tutto appare irrilevante, a volte mi chiedo se non sia anche un dono dell’età, oltre che dei problemi immensi che abbiamo davanti, e se non dipenda dalla sensazione di essere quasi sulla soglia della fine del mondo, o almeno del nostro mondo…

    ecco, ora mi obbligo a rileggere prima di cliccare.

    eliminati due refusi e perfezionate due mezze frasi, … 🙂

    io ho invece deciso che oggi proprio resto stravaccato in casa e consumo le scorte, ho avuto una settimana molto dura e me ne attende un’altra quasi peggio.

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