de gustibus – piccola rivoluzione alimentare

http://youtu.be/UR3JAf21ICs

Qualche settimana fa la visione di questo video , che oserei definire terapeutico,  mi aveva provocato uno strano effetto, inizialmente di nausea e disgusto, al quale è seguita una spontanea reazione di salutare digiuno. Come se, causa dell’interdipendenza corpo-mente, quel miscuglio mostruoso lo avessi mangiato davvero, anziché soltanto vederlo. Così per qualche giorno mi sono astenuta dall’assumere cibi solidi, limitandomi a bere tisane amare di tarassaco proveniente dalla valle Argentina, una valle incontaminata dell’entroterra ligure. In seguito, altrettanto spontaneamente è seguito un naturale bisogno di rettificare la mia dieta.
Premetto che non è mia abitudine nutrirmi di “cose” del genere che vengono mostrate nel video, che immagino siano terribilmente salate e saporite, e unte, e che mi rifiuto di chiamare cibo. Ma quel video deve avermi provocato una saturazione, diciamo psicosomatica, persino rispetto all’alimentazione mia solita, che forse nel tempo si era un pochino rilassata, o degenerata.
È infatti trascorso un buon lasso di tempo dalle mie più recenti purificazioni alimentari, digiuni e quant’altro legate alla pratica dello yoga, tanto che potrei dire che da un po’ stavo vivendo di rendita;  ormai mi alimentavo senza particolari restrizioni,  l’appetito non mi è mai mancato e godevo di uno stato generale di buona salute, come d’abitudine.
Lo shock visivo, però, e il digiuno che ne è seguito, mi ha permesso di dare ascolto al mio corpo e ai suoi reali bisogni, e mi sono accorta che, per via dell’abitudine, lo avevo un poco trascurato; e che, insomma, il sentirmi in buona salute, era in parte dovuto al fatto che non facevo abbastanza caso ai segnali che il corpo mi stava lanciando – piccole bollicine sulla pelle più delicata del collo e dei polsi,  il cuore che sembrava fare qualche capriola, il sorriso che faticava a manifestarsi.
Quando ho ricominciato ad ascoltarlo, la prima cosa che mi ha consigliato è stata di limitare al massimo, se non eliminare del tutto, il consumo di sale e zucchero, nonché dei cibi acidi. Ne ho sempre fatto pochissimo uso, perché non amo i gusti forti, ma ho sentito ancor più il bisogno di cibi naturalmente dolci e non dolcificati, neutri, insapori. Come quelli dei bambini.
Le verdure che mangiamo contengono già abbastanza sale, e frutta e cereali  sufficienti sostanze zuccherine da non esserci alcuna reale necessità di aggiungerne in sovrappiù. È soltanto una pessima abitudine, e non ha senso conservare le abitudini nocive.

Sto ancora parlando soltanto dei gusti di dolce e salato, tralasciando del tutto il piccante che non rientra da parecchio nel mio scenario alimentare, soprattutto se rosso come il peperoncino che ho eliminato dalla mia dieta da decenni.
I gusti dolce e salato soddisfano momentaneamente le papille gustative, e vanno a sostituire il nostro reale bisogno di cibo. Funzionano da palliativi, saturano il desiderio, la brama, bloccano la fame con alimenti che non nutrono davvero, che non sono cibo, ma porcheria, come quelli del video, ma non solo.
Nell’alimentazione inconsapevole vengono appagati i sensi e bisogni più superficiali e grossolani, mentre i sensi e bisogni profondi rimangono inappagati. Ma la fame e il bisogno si fa subito sentire, e si innesca un meccanismo di assunzione di cibi porcheria che non fanno che attenuare la fame psichica, che non colma mai il vuoto, la voragine di fondo.

Qui di seguito qualche indicazione alimentare che ho intenzione di seguire, e che consiglio anche a chi sente il bisogno di una  dieta disintossicante, dedicata soprattutto agli amici che per caso soffrono di qualche problema di cuore, o che sono affaticati, o altro.
Non sono una dietologa, ovviamente, ma ho seguito spesso in passato diete in linea con le indicazioni macrobiotiche ricavandone molti benefici, che ho notato permangono nel tempo.
Secondo la mia esperienza, è difficile seguire una dieta se non se ne sente il bisogno, e se si tentenna nella determinazione a seguirla, nello stile un po’ sì e un po’ no, e tira e molla.
Prendere la decisione è il primo passo da fare, allora, e senza voltarsi indietro, per non correre il rischio di trasformarsi in una statua di sale …

Il sale: non sarà facile eliminare del tutto il sale fin dal principio, ma si può diminuirlo gradualmente; oppure, ancor meglio, si può mettere in pratica il famoso proverbio: a mali estremi, estremi rimedi, e vi assicuro che in genere funziona.
So che non è facile sostituire le vecchie abitudini, però si può sostituire il sale con del gomasio, tostato e triturato fresco con in pizzico di sale. O insaporire il cibo con erbe aromatiche: rosmarino, basilico, prezzemolo, maggiorana, salvia, eccetera.
Forse non dovrei dirlo, ma è chiaro che vi sto suggerendo una vera e propria rivoluzione, e non solo alimentare, ma anche del gusto.
Imprescindibile: eliminare del tutto i cibi ricchi di sale, come insaccati, salumi, formaggi stagionati.
Consentiti i formaggi freschi, come ricotta e caprini. E possibilmente evitare le uova: affaticano il fegato e sono eccitanti.  

Consiglio di cucinarsi almeno una volta al giorno, meglio se per cena, una zuppa leggera di verdure di stagione appena scottate, con aggiunta di miso a fine cottura. E mangiatene in abbondanza, più piatti, finché non vi sentite quasi pieni. Se avete problemi di peso, potreste alimentarvi esclusivamente con zuppe di verdura e miso per qualche giorno, per abbattere qualche chilo, ma non di più.  Non conviene mai imporre al corpo delle diete troppo drastiche, perchè poi il corpo si ribella e per contraccolpo vi trascina verso l’opposto. Quindi: moderatevi anche nel moderare 🙂

Ogni altro pasto invece  contempla il consumo di una porzione adeguata di cereali in chicchi – riso integrale, miglio, orzo, grano o segale – condita con gomasio e pochissimo olio, e con una buona porzione di verdure cotte, meglio se a foglia verde, e di legumi: azuki, piselli, lenticchie ecc.. (cotti con un pezzetto di alga kombu: evita l’aerofagia). In seguito si potrà aggiungere anche qualche goccia di salsa di soia (soyu), ma all’inizio è meglio evitare, o usarne pochissimo, perché è fin troppo ricco di sale.

Molto consigliato il consumo di tofu, arrostito sulla piastra appena unta. Usare poco olio, come sempre. Alternate il tofu al seitan. In commercio se ne trovano di ottimi, alcuni già cotti alla piastra o insaporiti in vari modi. Con un po’ di esperienza scoprirete quali sono maggiormente di vostro gusto, perchè a volte ce ne sono di fin troppo salati.
Come contorno, meglio le verdure cotte che crude. Buona regola è non mescolare i cibi cotti coi crudi.

Evitate per un bel pezzo le verdure acide, che sono veleno, come peperoni, melanzane pomodori e patate. Evitare anche la frutta acida, come pesche e fragole, e tutta la frutta estiva. Quando vi sentirete meglio, potrete ricominciare a mangiarne.
Ma se desiderate mangiare verdure crude, di tanto in tanto consumate un pasto di sole verdure crude, senza mescolarle con cibi cotti, e possibilmente senza o con pochissimo olio.
L’aceto è vietato. Ma se volete potete usare l’acidulato di riso, qualche goccia.

Eliminare il vino, per qualche tempo,  e le bevande dolcificate, se ne fate uso. Bevete tè bancha, molto delicato, o qualche volta tè verde, o rosso,  ma leggero. Aggiungete se volete qualche foglia di verbena, o melissa, o zenzero, che aumenta il metabolismo.   La menta è sconsigliata. Acqua pura con qualche goccia di limone, qualche volta.
Una dieta piuttosto scarna, per chi non è uso, ed è facile che  vi verrà voglia di qualcosa di dolce. Mele e pere cotte con aggiunta di prugne secche sono già dolci di loro, senza bisogno di aggiungere altro zucchero. I budini di crema di riso, o cereali vari, sono deliziosi, con aggiunta di uvette e frutta secca. O qualche fetta biscottata con composte di frutta bio senza zucchero. Ma se sentite il bisogno di  dolcificare qualche cibo, è indispensabile usare il malto di riso. Il malto di riso è un alimento fantastico: non ne potrete fare più a meno, e sarà una buona abitudine.  E non vi costerà alcuno sforzo abolire del tutto lo zucchero, sia bianco che di canna.
Qualche torta di pasta brisè impastata con margarina vegetale senza grassi idrogenati, e qualche cucchiaino di malto di riso, ottima con mele uvette e pinoli, come lo strudel.
Fra un pasto e l’altro, come a colazione, potete mangiare una mela o una pera, o delle noci con una fetta di pane integrale; o uno yogurt con fiocchi di cereali. Tè e tisane, in aggiunta.

Come in tutte le cose, il trucco per non annoiarsi è variare, affrontare anche questa esperienza come un viaggio, alla scoperta di un nuovo mondo.

Mi fermo qui, per il momento. Se qualcosa non è chiaro, non abbiate timore a chiedere spiegazioni, o a farmi sapere se incontrate problemi.
Tra l’altro dubito dell’utilità delle diete ferree, mentre trovo più utile adattare le indicazioni dietetiche ai propri bisogni, trasformando pian piano le abitudini alimentari, mantenendo però dei divieti decisi su alcuni alimenti, che, ripeto, sono il sale, lo zucchero e l’acido, che è meglio abbandonare.
E vi assicuro che se riuscirete a superare la prima settimana tenendovi alla larga dai cibi vietati, nel corso della seconda settimana, non solo non ne sentirete più la necessità, ma vi daranno persino fastidio, e desidererete mangiare soltanto cibi che saranno di maggiore beneficio alla vostra salute psicofisica. Quando comincerete a sentirvi meglio, sarà il vostro corpo ad indicarvi il cibo più adatto per voi, in direzione di un’autoguarigione quasi spontanea.
Naturalmente è abbastanza scontato che un’alimentazione di questo tipo ha dietro di sé una filosofia di vita, e prossimamente proverò a dirne qualcosa.
Appena avrò anch’io le poche idee che ho, un po’ meno confuse 🙂

 

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2 risposte a de gustibus – piccola rivoluzione alimentare

  1. md ha detto:

    eliminati da tempo sale e aceto, ridotto al minimo lo zucchero; cà va sans, dire gli animali; ormai quasi del tutto anche i derivati, uova e latticini; ma: difficilmente potrei fare a meno, ogni tanto, del peperoncino e, soprattutto di pomodori e “meleinsane”…
    comunque tutto è in divenire…

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    • rozmilla ha detto:

      Le indicazioni che ho scritto sono per una dieta disintossicante, soprattutto per chi ha problemi di cuore, ed è probabile che tu non ne abbia bisogno. Ma forse potresti provare a stimolare il metabolismo con lo zenzero, oltre che col peperoncino. Anche perché le diete vegetariane a lungo andare tendono a far ingrassare, o rilassare, e si può perdere quella verve … sai, come si dice … 🙂
      Inoltre mi sono accorta che anche nelle diete, ma non solo, le eccezioni fanno funzionare meglio le regole.
      Per melanzane e peperoni, secondo me vale lo stesso discorso. Se stai bene ed è la stagione buona, e ti piacciono, non vedo perché dovresti rinunciare ad un consumo moderato. Sono sempre gli eccessi a far male. Ciao.

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