grazie alla vita

 

11 luglio 2012
Oggi mio padre compie 83 anni.
Quando gli ho telefonato questa mattina mi ha confermato di averne 38.
Può darsi che oggi non lo vedrò. Questo pomeriggio andrà al “lavoro”, ovverosia in dialisi, e quando tornerà a casa sarà stanco e non avrà voglia di festeggiare.
Quando anni fa gli dissero che avrebbe dovuto sottoporsi alla dialisi per tre giorni la settimana, non la prese bene. Tutta la vita a lavorare, e adesso che potrei godermi gli anni che mi restano, mi capita questa cosa. Non è giusto – diceva.
Piangeva di frequente ed era depresso, e io non sapevo cosa dirgli. Ma non sempre ci sono cose che un altro ti possa dire per consolarti. Ci sono parole introvabili.
Un giorno al telefono si mise a piangere, e mi scappò di dire, Fatti coraggio.
Ed è una sciocchezza, una di quelle frasi fatte che non servono a niente, se non che fanno peggio. È come dire “calmati” a qualcuno coi nervi a fior di pelle, e si ottiene soltanto di farglieli affiorare ancor di più e più in fretta.

Qualche tempo dopo, una domenica pomeriggio siamo andati a pranzo in un ristorante in quattro, e abbiamo ordinato il risotto coi funghi. Ma il riso era salato. Non un po’ salato, ma davvero troppo troppo salato. E tutti e quattro abbiamo convenuto, Il riso è salato, senza aver l’ardire di protestarlo e mandarlo indietro, che non era il caso di trasformare una tranquilla domenica d’autunno in una giornata contraria soltanto per un piatto di riso salato, che si sa, che quando i camerieri ti guardano male riescono a rovinarti quel brandello d’armonia che ci può ancora salvare. E poi non sarebbe stata né la prima né l’ultima volta che avremmo mangiato del riso salato, a ben ricordare tutte le occasioni in cui mia madre aveva salato per due volte la minestra per distrazione, e dovevamo mangiarla comunque, e non c’era verso di evitarlo. Che se no, Via a letto, sulla scia delle parole, O mangi la minestra o salti la finestra.
Ma forse mio padre era più abituato di me alle minestre salate di mia madre, che infatti lui il suo riso salato l’aveva già finito, e anche gli altri, mentre io ero ancora lì a cincischiare con la forchetta nel piatto.
Il riso salato mi rende triste, tristissima,  proprio non ce la faccio.
Seduto di fronte a me, mio padre che vedeva bene la mia riluttanza,  con un lampo d’ironia mi disse, Fatti coraggio.
Quella frase, ripetuta in quel momento,  è stato come un gong che ha risuonato nello spazio vuoto fra stomaco laringe faringe e alveoli polmonari, innescando un riso che non sono riuscita a frenare. Incontrollabile.
Forse sono stata lì a ridere per anni senza fermarmi. E mentre ridevo aspettavo che il cameriere venisse a portarsi via anche il mio piatto, tale e quale come me l’aveva portato. Che il coraggio d’ingoiare quel riso salato io non ce l’avevo ancora avuto.

Capita che qualche volta la vita ci presenti non solo un riso, ma un conto salato.
Mio padre è uno che ha sempre pagato i suoi debiti  per tempo. E mi diceva, Se non li paghi subito, dopo saranno più cari.
Ma forse ci son debiti infiniti che non si potranno mai ripagare, se non facendo credito a nostra volta a qualcun altro. O accettando di essere indefinitivamente in debito con la vita.
Anche a mio padre …  grazie alla vita che ci ha dato tanto …

 

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10 risposte a grazie alla vita

  1. md ha detto:

    proprio qualche settimana fa un amico mi aveva segnalato questa versione di Mercedes Sosa (che io non conoscevo – né la versione né la cantante).
    Auguri vivissimi (ma non dirglielo così) a tuo padre!

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    • rozmilla ha detto:

      Nemmeno io la conoscevo. Mi sono ricordata di questa canzone e cercando in youtube ho scelto questa. Coincidenza 🙂

      Ah ah … no, non glielo dirò “così”, ci starò più attenta, Ninin
      Che poi le cose più importanti non ce le diciamo quasi mai, le lasciamo sottintese
      Che se ce le dicessimo davvero, sai che coccolone …
      ciao

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  2. Mauro Poggi ha detto:

    Già, ricordiamoci di ringraziare sempre chi ci fa dono di qualcosa. Grazie anche a te, quindi.

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  3. Francesco ha detto:

    Si, grazie anche a te.

    Ciao,
    Francesco

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  4. la balena ha detto:

    Bella questa cosa del riso salato. Mentre ridevi tuo padre che ti ha detto?
    non credo tu possa averla passata liscia cosi’… senza neanche una domandina…
    … e qualche risposta “rimembrante” ….
    uomo.di.stile.inglese il tuo babbo

    in tema di aspettative al ristorante:
    (sottotitolo il “salato” non e’ la cosa peggiore che possa capitare)
    vado in un locale che serve pranzi veloci, per lavoratori, a prezzo modici.
    contorno: cavolfiore. Dentro il cavolfiore un “bruco” formato famiglia.
    Al che, avendo buonissimi rapporti con il titolare, ma sentendomi defraudato del contorno, e non volendo far fare una figuraccia di fronte agli altri clienti al “ristorante” canticchio:
    ” e vedere di nascosto l’effetto che fa…”. Cosi a mo’ di becchino compongo il bruco_king_size sul lettuccio di cavolfiore ben in vista. Insomma un’opera funeraria degna degli imbalsamatori di tutankamon. E poi lascio il tavolo, vado al bagno in maniera che il corteo funebre possa giungere al luogo destinato e vado alla cassa dove il “titolare” e’ solito “incassare” Con volto contrito ,che sembrava “vero”, si scusa e mi dice di non riuscire a capacitarsi come sia successo “il fatto”. Minimizzo…. capita si sa …
    Beh, mi ha fatto pagare anche il contorno !
    Sono passati anni. Poi gg. fa vedo un documentario dove dopo la caccia al caribu’ la prima cosa che fanno mangiano le larve di tafani nascoste nel pelo. E’ stata l’illuminazione zen!
    Avrei dovuto mangiarlo il bruco altro che ‘ !!!
    … a ben pensarci, mi sovviene solo ora, ho in cantina una bottiglia di mescales …

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    • rozmilla ha detto:

      e le ciliegie col verme, allora?
      quando io arricciavo il naso la mia amica Maria mi diceva, non farci caso, sono solo proteine 🙂
      ma il massimo (si fa per dire) m’è capitato a un pranzo di matrimonio al Grand Hotel Palace di Varese: c’erano i vermi nel risotto primavera e purtroppo non è stato di buon auspicio e il marito è scappato con la cameriera 🙂 (scherzo)

      una domandina? mentre ridevo? no, non ce n’è stato bisogno, è bastato guardarci, e nemmeno nel fondo ma anche solo in superficie.
      gli altri commensali, però sì, che erano basiti … e mia madre che chiedeva: ma perchè? cosa succede?
      ma sai quella risata che ti fa venire le lacrime agli occhi, e non riesci a fermarti proprio? non ricordo se poi gliel’ho spiegato, a mammina, ma forse dopo, forse sì …
      ciao balenottera 😉

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  5. antonio ha detto:

    bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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