come il ragno stando al centro della tela …

 

¥

 

 Come il ragno stando al centro della tela non appena una mosca ne rompa un qualche filo se ne accorge e svelto vi accorre come se sentisse male per la rottura del filo, così l’anima dell’uomo, quando una parte del corpo è ferita, rapida vi si reca come se non sopportasse la lesione del corpo a cui è congiunta stabilmente e secondo un determinato rapporto. Allo stesso modo dunque che i carboni accostandosi al fuoco diventano incandescenti per mutazione e una volta lontani dal fuoco si spengono, così quella parte del mondo circostante raccolta nei nostri corpi, distaccandosi dal resto, diviene quasi incapace di intendere, mentre ricongiungendosi naturalmente attraverso il maggior numero di pori diventa omogenea al tutto.

[Eraclito, frammento 67a]

¥¥

 

 

¥¥¥

 

Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Eraclito, filosofia, frammento 67a, letture, pagine scelte e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

7 risposte a come il ragno stando al centro della tela …

  1. Francesco ha detto:

    Stamattina pensavo che l’unico modo per noi, di essere qualcosa, è quello che ci viene dal fatto di essere connessi con gli altri, con l’altro. Pur riconoscendo rispettabilità alla scelta dell’asceta, che forse, se circoscritta ad un breve periodo, si può anche condividere, mi pare proprio che non si possa essere completi e non si possa crescere, se non attraverso il rapporto che intrecciamo con gli altri. Una volta chiesero a Madre Teresa di Calcutta (personaggio che conosco poco, in verità, e quel poco mi è giunto dai media..) cosa ne pensava della Chiesa. A chi gli aveva rivolto la domanda rispose: “la Chiesa siamo io e te”. Mi pare una risposta splendida. Nel rapporto tra me ed un altro è racchiuso tutto ciò che c’è di fondamentale in questa vita. E non si capisce, dato che la relazione è così importante per la nostra esistenza, perché la medesima così frequentemente debba volgere al negativo piuttosto che al positivo. In che consiste questo famoso zampino che il diavolo ama mettere nelle cose?

    Un caro saluto
    Francesco

    Mi piace

    • rozmilla ha detto:

      Bella domanda Francesco
      Secondo me … direi che il diavolo non è stupido e conosce meglio di noi i nostri punti deboli. E così, appena può, ci mette lo zampino, diciamo per metterci alla prova.
      Ad esempio, se un diavoletto dispettoso vede un foruncolino che non vuol guarire, ci mette lo zampino e zak.
      Per questo penso anche che non tutti i mali vengono per nuocere, ma talvolta apposta per farci crescere, per cambiare o rivedere i nostri modi e rapporti con gli altri. O almeno io la vedo così.
      Il famoso zampino del diavolo, quindi il diavolo stesso (inteso in senso lato, ovviamente) si pensa che sia qualcosa che viene da fuori, dall’esterno, in una parola, il diavolo è sempre l’altro. Invece non ce ne accorgiamo, ma (forse) ognuno di noi viaggia col proprio demone – che, come direbbe Eraclito, è il proprio carattere. [Per l’uomo il carattere è il demone. (frammento 119)]
      C’è da dire che per i greci il demone non era qualcosa di necessariamente negativo come nella cultura cristiana. Era il dáimōn, non il demonio inteso come spirito maligno terribile. Anche perché lo spirito maligno più che lo zampino metterebbe una zampaccia, nel qual caso sarebbero guai seri.
      Mentre, lo zampino del diavolo potrebbe essere persino provvidenziale. Dipende come riusciamo a trasformare quello che succede fra “me e te”.
      Quindi, non mi preoccuperei tanto se qualche volta le relazioni volgono al negativo, non ne farei una tragedia. (che son cose che capitano ai vivi, non ai morti)
      Tempo fa mi era capitata una relazione che improvvisamente si era volta al negativo ma, non dirò in che modo, col tempo quella relazione è diventata molto migliore di prima, molto meglio che se non fosse passata attraverso il negativo. Non sempre succede, e non con tutti, ma quando capita è una benedizione. È qualcosa che ti cambia e ti affranca nel mondo.
      Certo che però i miracoli non accadono tutti i giorni. E nemmeno dobbiamo stare ad aspettarli, mentre tutto scorre.

      Ieri leggevo i frammenti di Eraclito, tra i quali quello che ho postato. E poi, cercando un’immagine, la ragnatela mi sembrava banale. Mi aveva colpito questa del monaco che riposa accanto alla tigre. Credo che la foto sia un montaggio, o per lo meno la tigre dev’essere anestetizzata, è ovvio. Però mi pare renda bene l’idea. Ora non so come spiegare …

      a proposito, augurissimi a te e a al tuo nome: oggi è San Francesco!
      e guarda … fra il tuo commento e la mia risposta, abbiamo messo insieme Madre Teresa e San Francesco, e c’ho aggiunto miracoli provvidenza e benedizione. Ora manca solo l’acqua santa 🙂

      e grazie carissimo ..

      Mi piace

      • Francesco ha detto:

        Dipende come riusciamo a trasformare quello che succede fra “me e te”. Giustissimo!

        Direi di più: nel caso non fossimo abituati a gestire con perizia quel che succede tra noi (ma anche quel che succede all’interno di noi), è bene darsi una mossa e imparare alla svelta..

        Grazie per gli augurissimi.. e alla prossima.

        Mi piace

        • rozmilla ha detto:

          Non so, Francesco, ma non credo sia così facile … nel mio lavoro principale, che di certo non è quello di scrivere ma di far la mamma, mi sono accorta che occorre mettere in campo una grande pazienza e che gli imperativi categorici non ottengono quasi mai l’effetto desiderato.
          Infatti mamma diceva sempre: con la dolcezza si ottiene tutto .. (anche se poi anche lei qualche volta perdeva la pazienza, dato che non era una santa)
          Buona serata a te, a presto

          Mi piace

  2. Francesco ha detto:

    Ma lo so che non è così facile. Soprattutto, non è così immediato. Imparare alla svelta era un modo di dire, per dire che imparare a gestire le relazioni è una cosa di fondamentale importanza. L’espressione, lo riconosco, era un pò superficiale, ma era volutamente superficiale, tanto per sdrammatizzare un pò.
    La pazienza, e quindi il tempo, sono ingredienti fondamentali per riuscire nell’impresa di gestione di sè e delle relazioni. E poi bisogna volerlo, il miglioramento e il buon andamento delle relazioni, perchè la pazienza non basta, bisogna anche sapere in quale direzione si desidera andare.

    Sull’essere mamma il discorso si fa delicatissimo. Le mamme hanno una grande responsabilità, direi anzi la reponsabilità più grande. Una responsabilità fondamentale. E capitare nelle mani di una mamma sbagliata può avere conseguenze pesantissime. Credo che i tuoi figli (o tua figlia o tuo figlio, non so quanti ne hai) siano fortunati, perchè se è corretta l’idea che mi son fatto di te, ed io credo che sia corretta, non penso che un figlio possa desiderare di meglio. Una mamma di mente aperta, profonda, disposta a migliorarsi, capace di ascoltare.. Un figlio può forse desiderare di più?

    Ma non tutte le mamme sono così, credimi. A volte la pazienza deve essere sviluppata dai figli, perchè alcune mamme ne hanno veramente poca. Non parliamo poi della dolcezza.. E allora? Allora per un figlio diventa veramente complicato crescere ed è costretto a fare di necessità virtù. Deve crescere nonostante tutto perchè così deve essere e poi anche perchè un giorno sarà papà, e dovrà fare il papà, anche se alcune tessere del mosaico della sua infanzia non sono state inserite nel modo giusto ed altre sono andate addirittura perse.

    Anche il papà ha un ruolo importante, certo, ma le basi vengono poste dalla mamma, c’è poco da fare. Il papà subentra solo in un secondo momento, a rifinire. Ecco perchè dico che il ruolo della mamma è fondamentale. Lo dico in senso letterale, perchè getta le fondamenta su cui poi si costruisce la casa. E la capacità di relazionarsi parte proprio dalla madre. La madre è innanzitutto relazione..

    Ma basta così. Il discorso è troppo lungo, e poi questa non è la sede adatta per un appofondimento su un tema così delicato.

    Comunque, cara Milena, ho il piacere di comunicarti che anch’io sono un genitore.
    Un genitore molto contento di avere il figlio che ha, con il quale è riuscito a costruire, nel tempo, una ottima relazione. Spero che la relazione possa ulteriormente migliorare, ovviamente, ma già così mi posso accontentare.

    Beh, come vedi anch’io questa sera mi sono un pò allargato. Mi sono preso un pò troppo spazio, anche se non tutto quello che sentivo necessario, contravvenendo pertanto ai principi che io stesso ho enunciato qualche giorno fa, da te per altro pienamente condivisi. Almeno così mi è sembrato. Ma il blog è il tuo, non il mio, quindi mi sembra giusto contenermi e fermarmi qui.

    Nella speranza di non averti troppo annoiato, ti auguro un buon proseguimento di serata, e che la gioia sia con te..

    Francesco

    Mi piace

    • rozmilla ha detto:

      Non mi hai affatto annoiato, anzi. Le cose che mi hai scritto ieri sera mi sono state di grande aiuto.

      Non so se sono stata una mamma abbastanza paziente. Forse non abbastanza. Ma soprattutto, se lo chiedessi ai miei figli (ne ho due, un maschio e una femmina) forse ti direbbero che avrebbero preferito una mamma un po’ meno complicata. Una vita più facile.
      E per complicare ulteriormente le cose, forse risponderei a loro che non si può sempre avere quello che preferiamo, e talvolta per arrivare al facile bisogna attraversare il difficile.
      Non è così?
      Alcuni tuoi commenti mi fanno pensare che tu abbia studiato la psiche i comportamenti umani, non da dilettante, intendo dire.
      Grazie per l’augurio .
      Che la gioia sia con te … (è molto bello) … e ricambio

      Mi piace

      • Francesco ha detto:

        E’ così. Per arrivare al facile a volte bisogna attraversare il difficile.

        No, no sono uno strizzacervelli, se è questo che intendi dire. Però sai com’è, mettendo insieme un po’ di esperienza personale, alcune letture, la passione per l’argomento, e non da ultimo una relazione avuta qualche anno fa con una psichiatra (una delle relazioni più complicate della mia vita..), qualche cosa probabilmente è passata.

        Mi piace

I commenti sono chiusi.