passeggiare in un mondo sconosciuto – cosa vuoi di più?

 

»Lo incomprensible aumenta con el crecimiento de la inteligencia«
»L’incomprensibile aumenta con l’accrescersi dell’intelligenza«
Nicólas Gómez Dávila]

 

 

*

 

 

Non c’è niente come il grigio di questi brevi giorni invernali – scrivevo lo scorso inverno –  o ancora, di nuovo, di questa primavera avara e lungamente piovosa,  a farmi desiderare i colori. Nemmeno io, sono proprio i miei occhi, il mio corpo a chiedermelo come un innamorato in pena. Ne ho bisogno come una necessità fisica, che forse fisica non è neppure. 

Anche se non è esattamente la stessa cosa: adesso sul camino  c’è  un  enorme profumato mazzo di mughetti,  e dalle finestre, per quanto piova a dirotto, fa capolino il verde novello tenero splendente e rigoglioso.  Come amo il verde. Anche il mio maglione è verde brillante, ora. Me lo tengo stretto come la coperta di Linus.

Da questa scatola luminosa, per quanto possa essere frustante passarci ore con il naso ficcato dentro, soprattutto  nelle brevi giornate invernali,  se non altro si ha la possibilità di accedere anche a un’infinità di immagini e opere d’arte ricche di colori e suggestioni. È così che lo scorso inverno avevo iniziato a passare in rassegna varie opere arte, soffermandomi  su quelle di Kandinskij.

Un’opera d’arte può emozionare o deludere. La prima valutazione che si dà di un’opera d’arte è di tipo emozionale: un’opera può piacere o no. Quindi, non saprei dire il motivo per cui ho amato a prima vista alcune sue opere – in particolare quelle del periodo di Marnau, quello che viene detto periodo “del genio”, negli anni in cui fece il salto dalla pittura figurata a quelle astratta.

Ma sì, forse lo so: i suoi colori avevano sollecitato la mia psiche un poco addormentata, l’avevano rimessa in moto. La libertà espressiva sprigionata da segni e colori, come lasciati  dalle mani di un bambino. Anche se mi capita non di rado di provare una certa lieve  soddisfazione di fronte a superfici o tele bianche – ciò che ancora non è, o non ancora, o come direbbe  Kandinskij, il silenzio primordiale del bianco.  Una pagina non scritta, un tela non dipinta. Non è un caso se la mia attività pittorica si limita a lasciare la carta o la tela bianca, da un po’ di tempo, ormai; più che convinta che sia meglio, per me come per tutti, che resti bianca.

Invece Kandinskij ricorda come per caso, una sera, si fosse trovato davanti ad un bellissimo quadro, fatto di macchie di colore. Era solo un suo quadro capovolto, ma la rivelazione della bellezza che si sprigionava dal semplice colore reso indipendente dalla forma dell’oggetto o dalla volontà di rappresentare qualcosa di reale, aveva aperto la strada all’astrattismo.

È del 1910 (circa) il suo primo acquerello astratto. In realtà verso questo approdo naturale si erano mossi anche artisti come Monet o Turner, Picasso o Balla. La stessa “invenzione” della fotografia spingeva la pittura a distinguersi dall’idea di una “riproduzione” che i pittori ormai avevano delegato alla nuova arte.

Ma in nessun altro pittore del nostro secolo si è manifestato con tanta evidenza l’influsso della musica, quanto in Kandinskij. “Il colore è il tasto. Il colore è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima”, scriveva nel suo saggio,  Lo spirituale nell’arte, nel 1911. L’armonia del colore è un mezzo per arrivare direttamente a contatto dell’anima, ogni colore ha in sé uno specifico valore espressivo e spirituale ed è quindi in grado di rappresentare la realtà spirituale senza bisogno di alcun tramite oggettivo.

Per Kandinskij dipingere era una vicenda analoga a quella del fare musica, del comporre, non a caso alcuni quadri vengono chiamati Improvvisazioni, altri Composizioni, altri ancora Impressioni; il colore sprigiona una forza che da fisica e percettiva diventa psichica, provocando vere e proprie vibrazioni spirituali che coinvolgono tutti i sensi in un processo sinestetico, per cui i colori profumano, producono suoni, tanto quanto i suoni sono profumati o colorati.
Così stare davanti ad un quadro astratto significa farsi coinvolgere in un viaggio aperto, dentro la percezione che invia alla propria interiorità richiami che a loro volta si traducono in atti, emozioni, pensieri.

Cominciamo! Lasciamoci trasportare e coinvolgere. Immergiamoci nei colori, o  come diceva Kandiskij:

 

»Presta le tue orecchie alla musica, apri i tuoi occhi alla pittura, e… smetti di pensare! Chiediti solamente se lo sforzo ti ha permesso di passeggiare all’interno di un mondo fin qui sconosciuto.  Se la risposta è sì, che cosa vuoi di più?«

 

 

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Qui di seguito le opere che compaiono nello slideshow: ho fatto una ricerca di quelle (per me) più significative, cercando le immagini con una migliore risoluzione. Cliccando sull’immagine potete vederla ingrandita, o leggere  qualche informazione in più.

 

Vassilij Kandinsky, Il cavaliere azzurro, 1903; Olio su tela, 65x55 - Collezione Privata

 Il cavaliere azzurro, 1903

 

 

Vassilij Kandinskij, Montagna Blu (1908-09)

Montagna blu, 1908-09

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Marnau (Paesaggio d'estate) 1909, olio su cartone,  S. Pietroburgo, Museo di Stato Russo

Marnau, Paesaggio d’estate, 1909

 

 

Vassilij Kandinskij, Montagna, 1909

Montagna, 1909

 

 

 

Vassilij Kandinsij, Quadro con arciere, 1909 Quadro con arciere,  1909

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Improvvisazione VIII

Improvvisazione VII, 1910

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Improvvisazione 11, 1910, olio su tela,  S. Pietroburgo, Museo di Stato Russo

Improvvisazione XI, 1910

 

 

 

Vassilij kandinskij, Senza Titolo (primo acquerello astratto) (1910-13); matita, acquerello e inchiostro, 49,6x64,8 - Museo Nazionale d'arte Moderna, Centre Georges Pompidou, Paris

Senza Titolo (primo acquerello astratto), 1910-13

 

 

Vassilij Kandinskij, Impressione III (Concerto), 1911  Impressione III (Concerto), 1911

 

 

 Wassily Kandinsky, Romantic Landscape, 1911

Passeggiata romantica (Romantic Landscape), 1911 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Improvvisazione IXX, 1911

Immprovvisazione IXX, 1911

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Impression V, Park, 1911

Impressione V, Park, 1911

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Composizione IV, 1911; Olio su tela, 159,5x250,5 - Kunstsammlung Nordrhein-Westfallen, Dusseldorf.

Composizione IV, 1911

 

 

 

 Vassilij Kandinskij, Improvvisazione 26 (Remi), 1912

 Improvvisazione 26 (Remi), 1912

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Improvvisazione 31 (Sea Battle), 1913

Improvvisazione 31 (Sea Battle), 1913

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Tratti neri, 1913

Tratti neri, 1913

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Paesaggio con Chiesa, 1913

Paesaggio con chiesa, 1913

 

 

 

 

Vassilij Kkandinskij, Composizione VII, 1913

Composizione VII, 1913

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Paesaggio con Pioggia, 1913

Paesaggio con Pioggia,1913

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Con macchia rossa, 1914

Con macchia rossa, 1914

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Semplice, 1916 Semplice, 1916 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Composizione su bianco, 1918, olio su tela,  S. Pietroburgo, Museo di Stato Russo

Composizione su Bianco, 1918

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Due ovali, 1919, olio su tela,  S. Pietroburgo, Museo di Stato Russo

Due Ovali, 1919

 

 

 

 

Vassilij Kandinskij, Composizione 8, 1923, olio su tela, 140x201 - Museo Solomon R. Guggenheim, New York

 Composizione 8, 1923

 

 

 

Vasilij Kandinskij, Giallo rosso blu (1925) Giallo Rosso Blu, 1925

 

 

 

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2 risposte a passeggiare in un mondo sconosciuto – cosa vuoi di più?

  1. Flavia Aste ha detto:

    amo Kandinskij.
    e non è necessaria allegria, non mi risveglia la mente, non in questo senso.
    lo amo perchè mi dà emozione, non sempre positiva ma è
    – boom.

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    • rozmilla ha detto:

      già, non in quel senso. Non la mente ma l’anima, come l’intendevano gli antichi: psiché.
      almeno, così sembra anche a me.

      benvenuta, Flavia .. interessante il tuo blog!
      mi terrò aggiornata.
      ciao, a presto

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