il cyberbullo all’ennesima potenza

 

 

Cos’è il cyberstalking? Una definizione non esiste ma il termine è per lo più utilizzato per indicare l’uso di Internet, della posta elettronica, o di altri dispositivi di comunicazione elettronica per molestare un’altra persona. Questa molestia, che spesso prende le caratteristiche di una persecuzione ossessiva, detta stalking, generalmente include comportamenti fastidiosi o minacciosi che un individuo compie ripetutamente, come pedinare una persona o comparire nel luogo di residenza o di lavoro di questa, fare innumerevoli telefonate, magari riagganciando alla risposta, lasciare messaggi o oggetti inquietanti o compiere atti vandalici contro la proprietà della vittima. Insomma uno spettro di condotte molto ampio.

Stalking e cyberstalking hanno significato in primo luogo una nuova concezione della molestia: non più una semplice petulanza, un fastidio, uno scherzo poco gradito ma una grave lesione della libertà e della sfera personale del soggetto passivo.

Il termine inglese “stalking” ha cominciato a circolare in Italia assai di recente, dapprima utilizzato in psicologia e criminologia per definire la “sindrome del molestatore assillante” e poi entrando nel lessico giornalistico, sempre avido di vocaboli dal suono esotico. Cominciano quindi a venire qualificate come stalking da psicologi e giornalisti fattispecie che il giurista prevalentemente catalogava senza troppi pensieri nella contravvenzione prevista dall’articolo 660 del codice penale: molestia e disturbo alle persone.
Ma non è solo la condotta, assai varia, a caratterizzare questa fattispecie: il vero fulcro dello stalking è il bene giuridico tutelato: la libertà della persona e il suo benessere psichico.

Un’altra novità importante è stata apportata dalla tecnologia: Internet si è rivelato terreno fertile per lo stalking. La Rete infatti offre grandi possibilità di comunicazione e interazione tra sconosciuti ed offre all’utente una (molto spesso illusoria) garanzia di anonimato. Avendo caratteristiche del tutto peculiari, lo stalking telematico è stato ribattezzato cyberstalking.

Internet è diventato una sorta di “mondo parallelo” con case, strade, luoghi di incontro, negozi, studi professionali: un mondo dove però è assai più facile mascherare e manipolare la realtà.

Le molestie commesse con il mezzo del computer o attraverso Internet spesso sono anzi anche più gravi e lesive per la vittima che quelle “tradizionali”. Tuttavia si rileva che la percezione che la società civile ha di questa fattispecie è confusa e purtroppo condizionata dalla scarsa conoscenza delle (più o meno) nuove tecnologie.

Nel nostro paese cominciano ora a verificarsi i primi casi di cyberstalking e si pone quindi il problema agli interpreti del diritto di trovare quali siano le norme penali più atte a rapportarsi con tale fenomeno.

 

Profilo del cyberstalking

Il cyberstalker è un individuo molesto. Se i cyberstalkers sono più d’uno e agiscono in branco la questione non cambia.

Tenete presente che esiste una quota significativa di violenza sulle donne praticata sul web, e che questa è altrettanto grave tanto quanto quella realizzata nel mondo reale.

Il cyberstalker immagina sempre di essere al servizio di una causa superiore. Si sente un impavido guerriero in una crociata contro di voi. Immagina che voi gli dobbiate qualcosa, che dobbiate considerarlo meritevole di tanta attenzione. Se non volete essergli amica/o allora potrebbe immaginare di volere diventare una specie di “degno nemico” e per farlo sguainerà la spada e trafiggerà virtualmente tutto ciò che vi riguarda di modo che voi gli prestiate attenzione.

Sappiamo che questo all’inizio può indurvi uno sbadiglio, che vi procurerà fastidio, e che infine diventerà una forma di persecuzione violenta che non può che essere considerata tale.

Ma il cyberstalker riterrà di poter immaginare di essere un vostro interlocutore ed esigerà delle risposte che voi NON dovrete dargli.

Ricordate sempre di non cadere nelle provocazioni di un cyberstalker, non giocate al suo gioco, non vi lasciate trascinare e coinvolgere nel suo modo morboso di relazionarsi. Lui ha dei grossi problemi, appunto , voi no..

Questo web 2.0 è un terreno alquanto fertile sul quale proliferano cyberstalkers di ogni genere, mitomani, mediocri individui, minuscole larve che nella vita non vengono prese sul serio neppure dal fruttivendolo quando vanno a fare la spesa. Sono individui che nel web cercano riscatto, che tentano di lasciare una traccia nella storia, immaginando basti pubblicare quattro righe di commento insultante in un blog o su facebook per definirsi qualcosa di più degli esseri anonimi che restano.

È abbastanza frequente vedere lo sforzo immane che fanno questo genere di individui per popolare i forum, i profili, i commenti di discussioni lanciate da impiegati del famoso tal dei tali o da persone che comunque non conoscono affatto. Sembra quasi che immaginino davvero di poter essere ascoltati, si arrabbiano se nessuno gli risponde e infine cominciano una strategia fatta di provocazioni che dovrebbe superare l’esclusione con dispetti, diffamazioni, molestie, insulti e via così.

La dinamica del cyberstalker è del deficiente che non accetta un rifiuto, l’egocentrico che non accetta l’idea che qualcuno possa non voler avere a che fare con lui, possa non trovarlo interessante, intelligente, possa non avere la minima intenzione di interloquire con un nulla che non è stato, non è e non sarà mai niente.

In fondo è anche abbastanza semplice e sarebbe semplice liberarsene se non fosse che il cyberstalker è appunto un cyberstalker che vi obbligherà a fare una denuncia.

La provocazione del cyberstalker, ovvero di un soggetto che vive le relazioni solo nella sua fantasia, possono avvenire in mille forme.

Egli può tentare di colonizzare il vostro spazio web, blog, pagina fb, altro, può mandarvi mail, può attivare una pagina fb o un blog apposta per insultarvi, minacciarvi e diffamarvi, può assediarvi nel suo spazio immaginando di avere diritto a chissà quale risposta.

Per farlo potrebbe basarsi su vostre affermazioni o su vostre azioni (ricordate: voi create, agite, vivete e lui invece no, dunque tenterà solo di distruggere quello che voi siete in grado di fare).

Se voi avete detto che preferite i capelli rossi lui inizierà una elucubrazione fantasiosa per denunciare il fatto che siccome non avete detto che comunque anche gli altri colori di capelli valgono attenzione allora voi siete delle persone che discriminano, che so, il verde, il biondo, il castano, il bruno.

Poi costruirà, nella sua totale follia, la giustificazione per diffamarvi. Scriverà sovente che dato che voi non rispondete alla sua provocazione, dunque non scendete a patti con lui, non lo considerate degno di una risposta (voi rispondereste ad uno stalker?) dunque confermate la sua “ipotesi”. E insisterà con questo dato al punto da armare altri amici, il branco, per colpirvi e provocarvi ancora fintanto che voi non gli risponderete, anche solo per dirgli che lo avete denunciato per stalking.

Lui è una specie di animale allo stato brado, si accontenta anche di uno sputo, immagina che la vostra espressione fatta di disprezzo e profondo ribrezzo sia l’equivalente della passione amorosa più intensa. Per lui non conta il fatto che vi ha devastato le giornate, che vi ha procurato un danno biologico, vi ha distratto dalla vostra professione e vi ha fatto sprecare tempo prezioso che avreste potuto trascorrere allegramente con la vostra famiglia.

Come non bastasse il cyberstalker potrebbe voler alzare il tiro e dunque per colpirvi userà qualunque mezzo.

Voi non potete tollerare la persecuzione di qualunque genere.

Questo è quello che potete fare per difendervi:

– fare attenzione alla vostra privacy (non distribuite vostre foto come caramelle, non divulgate dati sensibili, siate prudenti per la vostra sicurezza, anche se un cyberstalker che è anche un tecnico sa come ottenere illegalmente informazioni riservate);

– denunciare pubblicamente quello che vi sta succedendo. Il silenzio è il miglior complice del vostro persecutore;

– copiare, fare screenshot di tutto quello che dice di voi e raccoglierlo in ordine progressivo;

– tenere un diario in cui registrate data, ora, luogo virtuale, e la descrizione delle molestie;

– certificare il danno biologico che vi ha provocato;

– non rinunciare ad andarvene da quella che ritenete casa vostra (in questo caso quella virtuale) perché lui l’ha invasa con la sua presenza. È lui che deve andarsene perché no vuol dire no e se resta in un luogo in cui non è gradito è stalking;

– prendere tutto il materiale che avete, trovare un buon avvocato, presentare una denuncia.

 

 

LINK:
http://animepersenelweb.forumfree.it/?t=54518145
http://woorkup.com/2012/08/02/cyberstalking-come-e-perche-denunciare/
http://www.altalex.com/index.php?idnot=34209

 

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2 risposte a il cyberbullo all’ennesima potenza

  1. ilsolitomood ha detto:

    post davvero interessante, grazie.

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