fior fiore di zucche e zucchine

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Luglio appare in tutto il suo splendore, ancora senza afa, per fortuna o non ancora. E nell’orto, già da qualche tempo anche quest’anno stanno sbocciando i fiori di zucche e di zucchine.
Quando la mattina mi alzo dal letto e scendo in cucina, li trovo già sul tavolo come una lampada accesa che illumina tutta la stanza. Giallo chiaro giallo arancio e zafferano.

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Forse ora vi state immaginando i fiori di zucca e zucchina che in fila indiana arrivano la mattina presto presto lesti lesti sul tavolo della cucina? Uno spettacolo! Quale sogno? Che meraviglia!
Ma no. Un ortolano solerte si occupa di farli arrivare fin lì, mentre io ancora sogno i miei ultimi sogni mattutini.
Eccoli qui, allegri e profumati mentre io faccio colazione – che come sempre ho bisogno del contenuto di almeno una caffettiera prima che piano piano mi si alzi la pressione.
E intanto i fiori aspettano. Ma so bene che se non mi do una mossa cominceranno a chiudersi e allora diventerà difficoltoso togliere il pistillo.
Perché togliere il pistillo? Non lo so, forse sbaglio. Forse non dovrei, ma l’esperienza mi ha insegnato che una volta fritti e assaporati, i pistilli  risultano amari.
Perciò, prima che i fiori si chiudano, taglio via i pistilli con la punta di una forbice – un lavoretto rapido e veloce.
E li lascio tranquilli a riposare fino al momento in cui li friggerò – intorno alle ore tredici pressapoco o giù di lì.
Prima però preparo la pastella con almeno una mezz’oretta d’anticipo: qualche cucchiaiata di farina bianca in un piatto fondo, amalgamata con la quantità sufficiente di acqua fino a farne una crema liscia, ma se restano dei grumi non importa.  Se disponete di acqua frizzante, tanto meglio, ma anche acqua normale e inodore va bene.

Imprescindibile: non mettere il sale, perché il sale disturba la frittura e cambierebbe la temperatura. La Tempura non vuole il sale: regola d’oro della Tempura.
E, se volete che i fiori si gonfino ben bene e rimangano soffici e croccanti, dovete evitare di bagnarli – come quel mazzolin dei fiori che vien dalla montagna, e bada ben che non si bagna … ricordate?  Ecco, così.
Controllateli comunque ad uno ad uno, ed asportate gli eventuali afidi verdi o neri invischiati tra i petali.
Ricordo che gli anni scorsi più che altro erano le api a restare intrappolate nelle corolle. Come ubriache non si volevano staccare dal polline, ma poi volavano sui vetri e sulle zanzariere e dovevo aprire tutto per farle uscire. Non so dire come mai quest’anno non ne ho più viste, ma ammetto che questa cosa mi piace poco.

Ah, accorciate un po’ i gambi, ma lasciatene cinque sette centimetri, più o meno: esteticamente gradevoli nonché utilissimi da afferrare senza impiastricciarvi le dita nel bel mezzo del lavoro.
Poco prima di friggerli, impastellateli tenendoli per il gambo, come si trattasse di immergere il pennello in un barattolo di colore; ma inzuppateli soltanto all’esterno, in modo tale che all’interno rimanga come una bolla d’aria, e lasciateli  nello stesso piatto, appoggiati delicatamente uno sopra l’altro.
Per capire quando l’olio ha raggiunto la temperatura giusta, mettete un pezzetto di mollica di pane per prova; in seguito abbassate un poco il fuoco, in modo che l’olio, due dita e ovviamente extravergine d’oliva, non bruci e non faccia fumo. Ma nemmeno troppo basso perché altrimenti la pastella assorbe olio.

Tuffateli quindi ad uno ad uno e fateli dorare da una parte e dall’altra.  Quando sono croccanti e gonfi come palloncini  toglieteli con una pinza da frittura, e appoggiateli infine sul piatto ricoperto da un foglio di carta da pane o da cucina. Solo a questo punto spargetevi sopra qualche pizzico di sale.
Qualcuno li farcisce con ricotta o verdura, e si può fare in molti modi; ma a me piacciono semplici e leggeri.

Il loro sapore: trovo i  fiori di zucca certamente  più dolci in confronto a quelli di zucchine; e immagino che su questo semplice dato ci si potrebbe facilmente accordare – senza però riuscire a definirne il gusto, anche perché scompare nell’attimo di un boccone. E poi, non sempre si sa  dire.

Buona Tempura.

 

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2 risposte a fior fiore di zucche e zucchine

  1. dvbt ha detto:

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