tutto sembra senza limite

Paul Albert Besnard (1849-1934) ~ The Eclipse, 1888

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«Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile, però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio? Un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza, neanche riuscireste a concepire la vostra vita, forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna, forse venti. Eppure, tutto sembra senza limite.»

[monologo finale da “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci,
tratto dall’omonimo romanzo di Paul Bowles]

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[Molto inattuale questo post, dirà qualcuno, in questi giorni in cui si fa un gran parlare de “La Grande bellezza” di Sorrentino che si è aggiudicato il Gonden Globe.
Ma sì, avevo visto “La Grande bellezza”, più per un senso del dovere, che altro. E devo dire che a parte l’interpretazione di Servillo, che da solo riuscirebbe a far resuscitare anche la mummia di Tutankamon, la sensazione predominante è stata quella di un gran fastidio. Disgusto e voltastomaco. Che è una sana reazione, insomma, direi, di fronte a corruzione e decadenza. Roma, caput mundi, come ti sei ridotta?
Viceversa, il senso del limite è un tema che mi sta molto a cuore.
Quindi lancio questo post senza aggiungere altro.]

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Oppure no. Aggiungo un fatto che mi è stato raccontato da Maria Sole.
Maria Sole lavora come commessa in un negozio di scarpe. E mi dice, sai mamma, come è difficile, a volte.
E mi racconta che un giorno della scorsa settimana, in una di quelle giornate piovose che non entra nessuno, alle 19:23, ossia quasi all’ora di chiusura, entra una signora bionda. Poteva avere circa la tua età (cioè la mia), aggiunge, ma sembrava uno “zombie”.
La signora bionda le dice che ha bisogno di un paio di scarpe, e che è da tre mesi che non esce da casa.
Quindi Maria Sole le fa provare qualche paio di ballerine, e anche degli stivaletti alla caviglia, di pelle nera e col tacco. La signora bionda non riesce a decidere fra una ballerina e lo stivaletto, e per questo chiama il marito, che era rimasto in auto, in divieto di sosta con le frecce accese.
Il marito entra e la signora bionda gliele mostra, esprimendo il desiderio di acquistare entrambe le calzature, anche perché in periodo di saldi ci sono gli sconti.
Ma il marito le dice a bruciapelo: che te ne fai, se non sai nemmeno quanto devi campare?
Eh sì, un paio può bastare. E forse è anche fin troppo. Perciò la signora bionda sceglie lo stivaletto. Paga, saluta ed esce.
Io non ero lì, se fossi stata al posto di Maria Sole non so cosa o come …
Certo, a volte accadono situazioni imbarazzanti, e forse e meglio non dire niente.
Poi però Maria Sole mi dice, che la verità è che nessuno sa quanto deve campare.
Anche se qualcuno più di qualcun’altro sente quel “quanto” molto molto vicino.
Prossimo venturo.

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