nient’altro e di più

 

 

 

Immagine di Eric Fortune

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«Un corpo è la sua propria scossa, il suo spasmo: altro non è che un soprassalto in più in una stretta tra due corpi, che diviene corpo del “tra” che apre un nuovo spazio, un nuovo fuori-di-sé agli altri e innanzitutto di sé a se stesso, nient’altro che uno scarto in più, nient’altro che un ulteriore estraniamento tra tutti i corpi, tutti gettati come estranei al mondo e a se stessi, moltitudine febbrile e riverbero delle nostre polveri».

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Elio Copetti,  4 ottobre

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da,  Jean-Luc Nancy, Il corpo dell’arte, a cura di Daniela Calabrò e Dario Giugliano, Mimesis ed., di prossima uscita…

 

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Note: ho tratto  le immagini dal web, scelte assecondando la sensazione emergente in relazione alla frase di Jean-Luc Nancy.

In sequenza, nello slideshow compare: un acrilico di Eric Fortune, un’opera di Elio Copetti, una foto artistica di autore a me sconosciuto, una Phenakistoscope del 1833 (forza centrifuga), un’opera di Renato Guttuso (forza centripeta), e una foto di Sebastian Miquel (le piante dei piedini di un bimbo).

Tengo a precisare che l’opera di Elio Copetti era apparsa sul web il giorno seguente la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, quando sul mare di fronte all’isola galleggiavano i corpi dei naufraghi, e noi li potevamo vedere   seduti comodi davanti agli schermi della televisione.

In questa collezione avrei voluto inserire, e se non l’ho fatto è perché mi sembrava fin troppo banale, un dipinto di Gerhard Richter – ad esempio “Schadel“, del 1983.

 

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