Archivi categoria: acqua

le tortorelle

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Tutt’arruffate
in una pozzanghera
le tortorelle

(dedicato a Maria Sole)

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tingere i grigi di rosa?

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La mente è, in qualche modo, tutte le cose
(psyché ta ònta pos éstin)
Aristotele, De anima, III, 431b

Ho cercato un piccolo rimedio, oggi, un po’ di rosa per ricordare i giorni più chiari, cirri nembi, cieli leggeri, e so bene che non sarà utile a disperdere le nubi pesanti che incombono e travolgono le nostre fragili vite in balia delle forze della natura, che non sempre è possibile controllare. Così come il non fatto, o il mal fatto umano, o il non fatto ancora o per tempo …
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venti e venti

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… un altro giorno d’estate a’mmare – della serie “meglio andar per mare che lavorare”. Sotto uno spicchio di luna crescente, una sfilza di chilometri al buio, ma per un giorno di blu intenso n’è valsa la candela, anche se le previsioni davano vento debole e così è stato. Notte in barca senza chiudere l’Occhio, si fa per dire. Al risveglio vento da terra con venti nodi apparenti per alcune ore, calato alle dieci circa senza tornare per tutto il giorno, inutile anche tener su le vele. Però, blu intenso, mi ripeto, e due fantastici bagni alla fonda davanti alle scogliere … Continua a leggere

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Posidonia …

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Immergersi nelle acque salate e nuotare verso il largo mentre il colore del mare si faceva via via più blu più limpido e più freddo, verso i banchi di posidonia verde scuro, tra pesci silenziosi, salpe, occhiate, saraghi, aguglie, e quei minuscoli pesci brown dai riflessi blu indigo, che riusciva a scorgere soltanto quando la luce del sole cadeva a perpendicolo. Puntolini che brillavano nella luce attutita del fondo.
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di questo mondo e degli altri

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“E’ questo il difetto delle parole. Stabiliamo che non c’è altro mezzo d’intenderci e di spiegarci, e finiamo con lo scoprire che restiamo a metà della spiegazione e così lontani dal comprenderci che sarebbe stato molto meglio lasciare agli occhi e al gesto il loro peso di silenzio. Forse anche il gesto è un di più. In fin de conti, non è altro che il disegno di una parola, il muoversi di una frase nello spazio. Ci restano gli occhi e il loro accesso privilegiato alle apparizioni.”
– Josè Saramago – Continua a leggere

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Il filo

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Durante la mia ultima immersione in mare ho scorto un filo sospeso, abbandonato forse da qualche pescatore. Di nylon resistente tagliava l’acqua in due ondeggiando nella massa liquida. L’ho afferrato e ho tirato, volevo trovare la cima. Ma mentre nuotavo e tiravo il filo mi si è avviticchiato attorno al braccio almeno di due tre giri. Terribile sensazione, sentirsi legati. Io volevo afferrare il filo e invece il filo aveva afferrato me. Continua a leggere

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rossodorato

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Rieccomi di nuovo a casa. È stato un viaggio breve e veloce, più di ottocento chilometri in solo tre giorni, avanti e indietro attraverso questa Italia frastagliata di paesi, strade di terra e asfalto, cemento case ponti colline e pianure, campi verdi e arati, alberi spogli cipressi e siepi, cieli azzurri o grigi cupi e pesanti, luci ed ombre. Specchi d’acqua a fiumi e canali sino al mare.
Sono ancora lì sulla quella spiaggia, davanti a questo mare, con l’odore che penetra nelle narici e mi rimane in testa salato, pungente afrore. Freddo fruscio che mi assale e scoppia dentro a bolle, decine centinaia milioni di bolle. Molecole d’aria imprigionate in micro pellicole d’acqua scoppiettano crepitando nel lento susseguirsi delle onde. Che strusciano, anche ora interminabilmente strusciano accarezzando la rena come lingue ribollenti di lava. Davanti a questo verde veronese opaco in primo piano sul quale spiccano le bianche spumeggianti in file di cinque o sette o nove, non le ho contate – non mi son data la pena – e sfuma sullo sfondo mescolandosi al cobalto fino alla linea orizzontale dove si stacca lieve dal ceruleo cielo velato d’inconsistenti nuvole sfilacciate nel vento. Continua a leggere

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