Archivi categoria: Borges

il nostro povero individualismo

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* Oggi propongo in lettura questa riflessione (sottilmente ironica – e no) di Borges, scritta a Buenos Aires nel 1946, a mo’ di esercizio comparativo. Quindi chiedo al gentile pubblico che (e se) avrà la pazienza e la costanza di … Continua a leggere

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fine d’anno

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* * *                 * *   Né la minuzia simbolica di sostituire un tre con un due né quella metafora inutile che convoca un attimo che muore e un altro che sorge … Continua a leggere

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i due re e i due labirinti

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È un piccolo racconto di Borges. Ed è proprio perché è breve che mi sono permessa di proporlo in lettura.
Ma devo ammettere che, al di là del fatto che sia breve, e pur apprezzando la simmetria nella trama del racconto, ossia il perfetto stile occhio per occhio – detto anche «quel che tu fai a me lo faccio io a te, possibilmente meglio» – che ben si confà alla maniera in cui presumibilmente si sarebbero regolati i re di quel tempo (ma non solo), il finale di questa narrazione mi aggrada poco. Lascia l’amaro in bocca, anche se ormai all’amaro siamo abbastanza abituati. È per questo che ho pensato di immaginare dei finali alternativi, anche più di uno, nel genere dei racconti a finale aperto.
Ma è vero che quello di Borges tutto sommato potrà sembrarvi pur sempre il finale perfetto – non per niente gli hanno “quasi” dato il premio Nobel. Si potrà scrivere qualcosa di meglio? non sarà facile.
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formule

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«Presumo che l’eterna Leonità possa essere approvata dal mio lettore, che sentirà un sollievo maestoso davanti a quell’unico Leone, moltiplicato negli specchi del tempo. Dal concetto di eterna Umanità non mi aspetto altrettanto: so che il nostro io lo rifiuta, e che preferisce versarlo senza timore nell’io degli altri. Cattivo segno; forme universali molto più ardue ci propone Platone. Per esempio la Tavolità, o Tavolo Intelligibile che è nei cieli: archetipo quadrupede che inseguono, condannati alla fantasticheria e alla frustrazione, tutti i falegnami del mondo. (Non posso però negarla del tutto: senza un tavolo ideale non saremmo giunti a tavoli concreti.)»
[Jorge Luis Borges, Storia dell’eternità, in Tutte le opere, vol. I, Mondadori, pagg. 528-529]
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argumentum ornithologicum

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Chiudo gli occhi e vedo uno stormo di uccelli. La visione dura un secondo o forse meno; non so quanti uccelli ho visti. Era definito o indefinito il loro numero? Il problema implica quello dell’esistenza di Dio. Se Dio esiste, il numero è definito, perché Dio sa quanti furono gli uccelli. Se Dio non esiste, il numero è indefinito, perché nessuno poté contarli. In tal caso, ho visto meno di dieci uccelli (per esempio) e più di uno, ma non ne ho visti nove né otto né sette né sei né cinque né quattro né tre né due. Ho visto un numero di uccelli che sta tra il dieci e l’uno, e che non è nove né otto né sette né sei né cinque, eccetera. Codesto numero intero è inconcepibile; ergo, Dio esiste.

[Jorge Luis Borges, L’Artefice, Tutte le opere, Mondadori (1984), pag. 1119]
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settemilioninovecentonovantanovemilanovecentottantatre divinità dello shinto

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«Sono otto milioni le divinità dello Shinto
che viaggiano per la terra, segrete.
Queste modeste divinità ci toccano,
ci toccano e ci lasciano.»

J. L. Borges da “La cifra”

Borges ci descrive il suo personale elenco delle cose divine che lo hanno sfiorato, e se non erro lui si è accontentato di registrarne 17 (le ho contate). Questo vuol dire che ha lasciato a noi le restanti settemilioninovecentonovantanovemilanovecentottantre divinità dello Shinto da scovare.
Credo che possano bastare – anzi avanzano (piano piano).

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l’ora blu

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La luna. Ma la luna è soggetto o oggetto? Forse, come dice l’amica Daniela, il soggetto è l’interpretazione, dato che le convinzioni, i sentimenti e i pensieri sono sempre frutto del modo di essere o dello stile di vita di colui che si pone davanti all’oggetto.
E non c’è dubbio che la luna sia lontana, molto lontana. E non potremmo nemmeno abbracciarla con lo sguardo se non fosse abbastanza lontana.
Da vicino, se ci mettessimo sopra i piedi, vedremmo appena un deserto di polvere e pietraglie …
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