Archivi categoria: cultura

miseria ladra

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Finché la legge non sarà cambiata in modo radicale, finché non cambieranno i rapporti di potere, continueremo a re-stare nella medesima condizione miserrima che nel corso dei decenni è stata modificata leggermente di forma, ma non di sostanza. Finché la legge è forte con i deboli, e debole con i forti, non cambia. Continua a leggere

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sulla frontiera

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« “Il confine indicherebbe più un limite interno o esterno da non valicare, mentre invece la frontiera richiamerebbe l’idea che c’è un luogo, dove ‘si fanno fronte’ due diversità”. Se questo è vero, “se le frontiere sono il ‘faccia a faccia’ tra due compagini, due culture, due paesi, allora è fondamentale che esse ‘abbiano luogo’ perché siano davvero filtro e palcoscenico della differenza”.»
[F. La Cecla, Il malinteso. Antropologia dell’incontro, Roma-Bari, Laterza, seconda ed., 1998]
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una brutta piega

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“La ‘componente emotiva’ del cervello umano, che l’uomo usava quando stava ancora appeso agli alberi, è quella più arcaica. Mentre è quella neocorticale, sede del pensiero razionale, che va invece potenziata perché prenda il sopravvento e le si rimettano tutte le decisioni; la componente emotiva, che se ne sta nel sistema limbico, è un relitto primordiale e l’istinto è responsabile delle peggiori tragedie di questo secolo e della storia.”
“L’uomo non è cattivo ma è gregario. Quando stavamo sugli alberi, l’essere gregari era una virtù, oggi è un limite, perché la salvezza dell’umanità sta nell’essere razionali, non ragionare di pancia e buttarsi al seguito del primo che titilla il nostro istinto.”
[Rita Levi Montalcini]

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quella volta che il signor di Sai perse il suo cavallo

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C’era a Sai un uomo dotto e abile, il cui cavallo, senza motivo, scappò in regioni selvagge. Tutti lo compiansero.
L’uomo disse: “Perché essere troppo impulsivi e chiamar questo una fortuna?”
Qualche mese dopo il cavallo tornò ….

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selvaggio a chi?

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… gli Inglesi e gli uomini di Tanna sono come la carta e l’inchiostro. Gli inglesi, poiché sono bianchi, sono la carta; e gli uomini di Tanna, che sono neri, sono l’inchiostro.

“Noi siamo l’inchiostro e voi la carta. E quando l’inchiostro finirà sulla carta, si scriverà una storia che salverà il mondo”.

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tutto il dolore del mondo

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Tutti noi, intuitivamente, sappiamo cosa sia il male. Facciamo esperienza del male fisico, innanzitutto, in modo immediato e basilare, e del male come sensazione di mancanza del bene, o benessere, che desideriamo raggiungere per colmarne l’assenza, la distanza che ci separa …

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nessuno è dispensabile

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Ognuno di noi, come una qualsiasi umile e fragile cosa, non è più di una goccia d’acqua, un granello di sabbia, un filo d’erba. Però ho l’ardire di pensare che perfino ogni goccia d’acqua, ogni granello di sabbia, ogni filo d’erba potrebbe essere indispensabile. O per lo meno, che non lo posso né sapere né decidere io, chi sia indispensabile o meno, né che possa deciderlo qualcuno sopra la testa di qualcun altro.

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