Archivi categoria: diritti umani

a fin di bene

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»Credo che sussista una misteriosa prossimità tra l’epoca attuale e i giorni in cui l’ideologia contemporanea – quella che oggi è definita «neoliberismo» o «razionalismo economico» – veniva forgiata da pensatori come Ricardo, Malthus e altri. La loro missione era mostrare che il popolo non aveva diritti, a prescindere da quanto esso, stoltamente, credeva. Era un fatto addirittura provato dalla «scienza». Il grave errore della cultura pre-capitalistica era stato di pensare che al popolo spettasse di diritto un posto, per quanto miserabile, nella società. La «nuova scienza» dimostrava al contrario che il «diritto alla vita» costituiva semplicemente una fallacia logica. Ci si doveva armare di pazienza per spiegare agli inavveduti che essi non avevano diritti, a parte quello di tentare la fortuna sul mercato«. [Noam Chomsky, Anarchia. Idee per l’umanità liberata. Cap. XIII, Obiettivi e Visioni]
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obiettivi e visioni

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«Quando distinguo gli obiettivi dalle visioni faccio appello ad una distinzione pratica più che di principio, anche perché ciò che davvero conta nelle vicende umane è il punto di vista pratico, essendo quello teorico di per sé troppo fragile per sostenerne il peso.
Con il termine «visione» intendo l’idea di una società futura che animi ciò che effettivamente facciamo, una società in cui voglia voler vivere ogni individuo onesto. Con «obiettivi», mi riferisco invece alle scelte e ai compiti che sono alla nostra portata e che, in un modo o nell’altro, magari facendoci guidare da visioni remote e confuse, cercheremo di perseguire».
[Noam Chomsky, Anarchia. Idee per l’umanità liberata; cap. XIII, Obiettivi e visioni] Continua a leggere

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insegniamo loro a lavarsi i calzini

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Dal momento che “una società non organizzata affida il compito delicato e fondamentale, di provvedere in maniera prevalente all’educazione dei figli”, allora perlomeno insegniamo ai nostri figli a lavarsi i calzini!
Non sto scherzando. Ogni giorno, giorno dopo giorno, a partire dalle piccole cose, insegniamo loro che non debbono dipendere da noi nelle attività in cui possono cavarsela da soli.
È una cosa che va insegnata presto, finché son piccoli. Cominciamo da lì.
Smettiamola di essere “buone” e generose “silenziosamente e faticosamente”. Non è questo genere di bontà e di generosità che renderà i vostri figli migliori né il mondo più giusto.
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dica ognuno cosa gli sembra verità

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«Oggi è raro incontrare persone che credano di possedere la verità; ci confrontiamo invece costantemente con quelli che sono sicuri di aver ragione.
Nonostante la differenza tra il possedere la verità e l’aver ragione, i due punti di vista hanno qualcosa in comune: coloro che abbracciano o l’uno o l’altro non sono disposti a sacrificare la loro prospettiva all’umanità o all’amicizia in caso di conflitto». [Hannah Arendt, L’umanità in tempi bui. Riflessioni su Lessing]
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tempi bui – dark times

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Hannah Arendt aveva tratto l’espressione ‘dark times’ da una poesia di Brecht – “An die Nachgeborenen”, A quelli nati dopo di noi – , dove il poeta parla di «fisteren Zeiten», di tempi oscuri, foschi, orrendi, ma anche sinistri, sospetti. Sono tempi in cui «das argloses Wort ist töricht», in cui ogni parola semplice priva di malizia perché senza sospetti, è colpevolmente stolta («Un discorso sugli alberi è quasi un crimine»).
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il cyberbullo all’ennesima potenza

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Internet è diventato una sorta di “mondo parallelo” con case, strade, luoghi di incontro, negozi, studi professionali: un mondo dove però è assai più facile mascherare e manipolare la realtà.
Le molestie commesse con il mezzo del computer o attraverso Internet spesso sono anzi anche più gravi e lesive per la vittima che quelle “tradizionali”. Tuttavia si rileva che la percezione che la società civile ha di questa fattispecie è confusa e purtroppo condizionata dalla scarsa conoscenza delle (più o meno) nuove tecnologie.
Nel nostro paese cominciano ora a verificarsi i primi casi di cyberstalking e si pone quindi il problema agli interpreti del diritto di trovare quali siano le norme penali più atte a rapportarsi con tale fenomeno.
Di seguito, il profilo del cyberstalking e come fare per difendersi …

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alienazione vs immaginazione

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Si può ben dire che se esiste un’essenza dell’uomo, è precisamente la nostra capacità di immaginare di averne una. Questo non sarebbe molto lontano dal punto di partenza di Marx: che se c’è qualcosa di essenzialmente umano è la capacità di immaginare cose e portarle in essere (quella che David Graeber chiama immaginazione immanente), e che l’alienazione si verifica quando perdiamo il controllo del processo.

Una volta che smettiamo di pensare all’immaginazione come alla produzione di mondi di fantasia autosufficienti, ma piuttosto la vediamo coinvolta nei processi tramite cui creiamo e conserviamo la realtà, allora è perfettamente sensato vederla come una forza materiale che agisce e dà forma alla realtà; se non altro almeno tanto quanto la violenza.
[David Graeber, Rivoluzione: istruzione per l’uso (Bur) pag. 123]
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