Archivi categoria: Immanuel Kant

moralische gesetz im mir

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«La disumanità, legata al concetto di un’unica verità, emerge con particolare chiarezza nell’opera di Kant proprio perché egli ha tentato di fondare la verità sulla ragion pratica; come se Kant, che tanto inesorabilmente aveva fissati i limiti cognitivi dell’uomo, non avesse potuto evitare di pensare che nell’azione l’uomo può comportarsi come un dio» [Hannah Arendt]
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minima animalia

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Credo ch’io potrei vivere tra gli animali,
che sono così placidi e pieni di decoro.
Io li ho osservati tante volte e a lungo;
Non s’affannano, non gemono sulle loro condizioni,
Non stanno svegli al buio per piangere sopra i
loro peccati,
Non s’indignano discutendo i loro doveri verso Dio,
Nessuno è insoddisfatto, nessuno ha la mania
infausta di possedere cose,
Nessuno si inginocchia innanzi all’altro, né ai suoi
simili vissuti migliaia di anni fa,
Nessuno è rispettabile tra loro, od infelice,
sulla terra intiera.
[Walt Whitman] Continua a leggere

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il n’y a pas de grand Autre

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§ * Sto continuando a leggere  In difesa delle cause perse, di Zizek.  Faticosissimo.  Non so se dipende soltanto da una mia pregressa stanchezza o da diverse consuetudini logiche nel concatenare i pensieri, le preposizioni. Entrambe, suppongo, ma potrei dire semplicemente … Continua a leggere

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quattro passi fra due dipinti e un libro

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… il clima giusto per fare una colazione sull’erba, sulla riva di un fiume, di un lago, o di una qualsiasi polla d’acqua dolce – rimuginavo ieri pomeriggio, rinchiusa nella scatola di metallo in coda sull’asfalto arroventato. Un prato tutto verde, e l’erba trema al soffio dell’ombra. Di là, nel sole, cantano … più lontano, compagni seduti nell’ombra umida sotto gli alberi, spogliati dagli abiti stretti – ah, che meravigliosa frescura, quale ristoro per l’anima riarsa. Un battito di ciglia e in un balzo sono lì – mentre le gomme continuano a strisciare lente sull’asfalto …

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tutti insieme appassionatamente

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“Il malinteso è il misconoscimento di un impalpabile, imponderabile, indimostrabile non-so-che che possiamo trascurare senza per questo contravvenire a leggi scritte … Nell’ambito delle leggi non scritte, in cui tutto dipende dalla sfumatura dell’interpretazione, in cui ciò che solo importa è la valutazione morale, il malinteso è l’equivoco fondato, l’errore pneumatico che punisce la sordità pneumatica. Chiamiamolo misaudizione. Il non-so-che è questo stesso misinteso atmosferico, questo indefinibile principio dell’errore-di-spirito! In questo ambito l’orecchio dell’anima è l’unico responsabile, dato che la sfumatura qualitativa è l’unica cosa che conta.”

[Vladimir Jankélevitch, da “Il non-so-che e il quasi-niente”, ed. piccola biblioteca Einaudi- 2011; il Malinteso, cap.I, “Varietà del malinteso”, pagg. 302-325]

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istruzioni per (non) credere in chi crede

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L’idea di dio è antichissima, e non ci piove, ma sarei più portata a chiedermi come è nata, come si è evoluta o involuta nel corso della storia e nelle varie culture umane; come si è imposta, quali danni ha provocato, o quali vantaggi ha portato all’umanità. Ma anche come e perché la psiche umana ha creato l’idea di dio. Perché ha ad un certo punto ha avuto bisogno di creare soprattutto un dio – e uno solo. Che tutto sommato era più folcloristica l’allegra combriccola degli dei pagani – a mio parere. Più innocua e pluralista. Come i maestri o professori multipli, che se con uno non ci vai d’accordo, può andar meglio con un altro, e così sia …
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le cose belle e buone, utili e non dannose

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Non sempre corro a rispondere al telefono. A volte lo lascio suonare suonare suonare e non rispondo affatto. Per fortuna alla festa della mamma, o giù di lì, oltre ad un suo vecchio cellulare Ampy mi ha rifilato un telefono cordless che non le serviva più. È rimasto sul divano per una settimana, ma poi quando è tornata da Berlino l’ha collegato alle prese e l’ha programmato. Così che ora quando suona riproduce a grandi linee l’Inno alla gioia di Beethoven. Se Beethoven sapesse in quali modi ora usiamo la musica che Dio stesso gli suggeriva, anche se non la sentiva con le orecchie sue, non so come la prenderebbe. Forse male, o non troppo bene – chissà. Dicono avesse un caratteraccio.
Ma certo quando suona il telefono adesso mi irrita un po’ di meno. È più piacevole sentirlo suonare suonare suonare. E lo lascio suonare.
Come ieri mattina.
Ma non passa molto ed ecco che arriva.
– Hai sentito? – grida entrando.
– Cosa?
– Il terremoto!

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