Archivi categoria: Luce Irigaray

una carezza

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“La carezza è gesto-parola che oltrepassa l’orizzonte o la distanza dell’intimità con sè. E’ vero per chi è accarezzato, toccato, per chi è avvicinato nella sfera della sua incarnazione, ma è anche vero per chi accarezza, per chi tocca e accetta di allontanarsi da sé per questo gesto …”

Luce Irigaray, “Essere due”

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il lavoro dell’amore

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“Secondo Marx, all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo sta lo sfruttamento della donna da parte dell’uomo, e il primo sfruttamento umano passa attraverso la divisione del lavoro tra l’uomo e la donna.” (da “Amo a te” di Luce Irigaray)

Ma perchè Marx non ha dedicato la vita a risolvere questo sfruttamento? – si chiede. Ha scorto la radice del male ma non l’ha trattata come tale: perché?
La risposta si trova in parte negli scritti di Hegel, soprattutto nei capitoli che trattano dell’amore. Hegel, infatti è stato l’unico filosofo occidentale che ha affrontato la questione dell’amore come lavoro …

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corpo a corpo con la madre

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Prosegue la sezione “pedagogica” con la lettura di un brano di Luce Irigaray, tratto da “Il corpo a corpo con la madre” (1980) in “Sessi e genealogie”, trad. di Luisa Muraro, Milano, La Tartaruga, 1989, pp.28-30.

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l’origine condivisa – seconda parte

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“Il corpo è una una parzialità originariamente compiuta nel segno della differenza sessuale. A tale parzialità originariamente compiuta non c’è riparazione possibile, se non ne sogno, nel delirio o nel mito. Perché è questa stessa finitudine che mi appartiene e a cui appartengo con la finitezza di un corpo sessuato, attraverso il quale prendo parte al mondo com-partecipando alla non pienezza originaria, alla comune non-autoctonia. Se ciò rende l’uomo e la donna differenti irrimediabilmente, sta proprio in questa anche l’unica, ma fondamentale uguaglianza fra uomo e donna, fra uno/a e l’altro/a: la loro Common Low. È nel riconoscimento e rivendicazione di questa legge non scritta, ma inscritta nei corpi, la possibilità della primaria relazione di civiltà che mette la reciprocità di un mondo fra sé e l’altro.”

Tratto da “L’origine condivisa”, di Rosella Prezzo

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