Archivi categoria: pensieri

filosofando

Questa galleria contiene 2 immagini.

«La filosofia mi ha insegnato a dipendere piuttosto dalla mia coscienza che dai giudizi altrui e di pensare sempre, non tanto a non essere giudicato male, quanto a non dire o a fare male io stesso».
[G. Pico della Mirandola, “Discorso sulla dignità dell’uomo”]
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

la sciarpa, il bicchiere, il vasetto, il fiore

Questa galleria contiene 2 immagini.

Tutti noi facciamo distinzioni e classificazioni di continuo. Il linguaggio, insieme alla logica, è lo strumento per definire, distinguere, separare le cose le une dalle altre. A livello elementare serve per non fare confusione: per mettersi d’accordo che se una cosa è nera, è pressapoco nera; se è bianca, è bianca – più o meno. Che se è una tazza non è un bicchiere e se è carne non è pesce e via dicendo. E che nessuna cosa può essere identica al suo contrario; e a meno di voler sfidare il principio di non-contraddizione non potremmo scendere una scala per andare verso l’alto, o accendere un fuoco per fare il ghiaccio. In poesia forse è concesso, nella realtà sarebbe da verificare.
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

zenzitudine

Questa galleria contiene 1 immagine.

Una volta mi narrarono di un monastero zen in cui faceva parte della pratica quotidiana prendersi in giro: se uno si offendeva, doveva fare un regalo a chi, sfottendolo, aveva beccato un suo punto debole. Se da un lato non si può pretendere che tutti si impegnino sulla strada della perfetta zenzitudine, dall’altro …
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 4 commenti

il giorno dopo

Questa galleria contiene 5 immagini.

In tutti gli eventi di questo tipo il denominatore comune è l’odio – lo sappiamo: l’odio razionalizzato. Vale a dire che a partire da un qualche, magari anche legittimo, sentimento di odio e rancore, qualcuno costruisce un sistema “razionale” che riesce a giustificare la violenza estrema. Sempre che sia una razionalizzazione, e non sia un semplice istinto distruttivo che prevarica ogni razionalizzazione. A quel punto però gli estremi si congiungono, non esistono più distinzioni interne, ma solo esterne, fra “noi e loro”.
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

nient’altro e di più

Questa galleria contiene 6 immagini.

«Un corpo è la sua propria scossa, il suo spasmo: altro non è che un soprassalto in più in una stretta tra due corpi, che diviene corpo del “tra” che apre un nuovo spazio, un nuovo fuori-di-sé agli altri e innanzitutto di sé a se stesso, nient’altro che uno scarto in più, nient’altro che un ulteriore estraniamento tra tutti i corpi, tutti gettati come estranei al mondo e a se stessi, moltitudine febbrile e riverbero delle nostre polveri».
Jean-Luc Nancy, Il corpo dell’arte.

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , | Lascia un commento

minima animalia

Questa galleria contiene 3 immagini.

Credo ch’io potrei vivere tra gli animali,
che sono così placidi e pieni di decoro.
Io li ho osservati tante volte e a lungo;
Non s’affannano, non gemono sulle loro condizioni,
Non stanno svegli al buio per piangere sopra i
loro peccati,
Non s’indignano discutendo i loro doveri verso Dio,
Nessuno è insoddisfatto, nessuno ha la mania
infausta di possedere cose,
Nessuno si inginocchia innanzi all’altro, né ai suoi
simili vissuti migliaia di anni fa,
Nessuno è rispettabile tra loro, od infelice,
sulla terra intiera.
[Walt Whitman] Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , , , , , , , , | 2 commenti

tutto sembra senza limite

Questa galleria contiene 1 immagine.

* * «Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile, però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo … Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

sulla frontiera

Questa galleria contiene 2 immagini.

« “Il confine indicherebbe più un limite interno o esterno da non valicare, mentre invece la frontiera richiamerebbe l’idea che c’è un luogo, dove ‘si fanno fronte’ due diversità”. Se questo è vero, “se le frontiere sono il ‘faccia a faccia’ tra due compagini, due culture, due paesi, allora è fondamentale che esse ‘abbiano luogo’ perché siano davvero filtro e palcoscenico della differenza”.»
[F. La Cecla, Il malinteso. Antropologia dell’incontro, Roma-Bari, Laterza, seconda ed., 1998]
Continua a leggere

Galleria | 7 commenti

una storia d’amore

Questa galleria contiene 3 immagini.

La filosofia è una storia d’amore, la più bella storia d’amore.
Come ogni altra cosa nella vita, non possiamo pensare di disprezzare qualcosa e illuderci che essa si sveli, che ci apra le porte e che ricambi.
In generale, e in tutti i modi, bisogna trovare qualcosa da amare quasi alla follia, nel senso che la si deve amare in modo non semplicemente umano, ma come fosse sacro, anche se all’inizio non si sa ancora cosa vuol dire …

Continua a leggere

Galleria | 4 commenti

l’eccezione

Questa galleria contiene 1 immagine.

Fraintendersi è la quasi normalità,
comprendersi è l’eccezione.

Continua a leggere

Galleria | 5 commenti

aspiro l’aria con la cannuccia

Questa galleria contiene 3 immagini.

L’altro ieri è stata la prima Giornata Mondiale delle bambine. Non mi sono accorta se i media hanno trasmesso la notizia. L’ho letta in facebook, attraverso il Manifesto. Consiglio vivamente di dargli un’occhiata fino in fondo, nonostante il terrore di scontrarsi faccia a faccia con un mostro marino o un calamaro gigante.

Forse qualcuno al momento attuale ha la sensazione che esistano problemi più gravi. Le guerre, la disoccupazione, la crisi economica, l’inquinamento, la scarsità di risorse e di politiche, la fame, i tumori, lo scioglimento dei ghiacciai, le elezioni politiche negli Usa, corruzioni e mafie varie, soprusi e abusi di potere, eccetera eccetera.
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 6 commenti

il piacere di perdonare

Questa galleria contiene 1 immagine.

… li ho visti solo un attimo oggi mentre facevo la curva, e mi è parso di vederla sorridere.
In quel momento stavo pensando a tutt’altro. Ero lì su quella curva e li vedevo mentre pensavo che oltre al piacere di condannare c’è il piacere di perdonare, e se non ci fosse sarebbe un guaio in sovrappiù, soprattutto nel caso non ci sia effettivamente nulla di che, o quasi. E che sì, insomma, è un sollievo quando scopri che, ad esempio, non è stato che un malinteso, o una serie di sciocche coincidenze. A voi non è mai capitato? A me sì.

Diversamente, non dev’essere così facile. Ma non so se sia più o meno facile perdonare il destino, o il caso. Con chi te la puoi prendere allora? E chi puoi smettere di odiare? Te stesso, o la serie di coincidenze da niente che in un attimo ti hanno stravolto la vita?
Continua a leggere

Galleria | 8 commenti

mi arrendo

Questa galleria contiene 4 immagini.

Il tempo non era bello, non c’era un gran sole. A sprazzi spuntava dalle nuvole che stavano arrivando a frotte per preparare la giornata dell’indomani, la più buia dell’anno.
Tirate giù dal solaio le vecchie biciclette arrugginite, erano volati sull’Incompiuta, e avevano trascorso alcune ore sui sassi, sulla riva del mare. Sergio aveva suonato lo scacciapensieri mentre giovani coppie e bambini parlavano e giocavano tutt’attorno. E loro due sdraiati in mezzo agli altri, come se non ci fossero, mentre lo scacciapensieri risuonava senza fermarsi mai. E il rumore del mare. Fino alla fine. Continua a leggere

Galleria | Lascia un commento

merci … beaucoup

Questa galleria contiene 3 immagini.

“La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, appare come una «immensa raccolta di merci» e la singola merce appare come una forma elementare. (…)
La merce è prima di tutto un oggetto esterno, una cosa che per mezzo delle sue proprietà soddisfa bisogni umani di qualsiasi specie. La natura di tali bisogni, p. es. che derivano dallo stomaco o dalla fantasia, non fa alcuna differenza. * Qui non si tratta neanche di come la cosa soddisfi il bisogno umano, se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di piacere, oppure indirettamente, come mezzo di produzione.
Ogni cosa utile, come il ferro, la carta, ecc., si deve esaminare da un duplice punto di vista, secondo la qualità e quantità. Ciascuna di queste cose è un insieme di molte qualità e quindi può riuscire utile sotto aspetti diversi. È compito delle storia scoprire questi diversi aspetti e quindi i diversi molteplici modi di uso delle cose, come anche la scoperta di misure sociali per la quantità delle cose utili.” [Marx, Il capitale, Libro I, cap. I

Continua a leggere

Galleria | 13 commenti

sul mio forte braccio momentaneamente ferito

Questa galleria contiene 1 immagine.

Le malattie, come le crisi, non vengono a caso, ma certo hanno delle cause e danno da pensare. E a volte fanno pensare a cose che apparentemente sembrano c’entrare poco. Ma tant’è.
Una di quelle mattine in cui mi alzavo all’alba spinta più dal dolore che dalla voglia di vivere, mentre con estrema fatica aprivo le persiane per far entrar aria fresca e luce, mi è apparso d’un tratto il braccio della pietà Rondanini – forse per analogia?
Non so perché, ma certo è una delle opere di Michelangelo più enigmatiche, la cui lettura di non ricordo quale critico d’arte, mi aveva profondamente turbato già in età giovanile.
Quel braccio che all’origine è parte dello stesso blocco di pietra, nel corso dell’esecuzione prende un’altra strada, si stacca dal resto, rimane lì appeso e rotto appena sopra il gomito, con la vena che continua a pulsare, in modo che sembra indicare una svolta drammatica nelle vicende di questa s-cultura …
Continua a leggere

Galleria | 2 commenti

grazie alla vita

Questa galleria contiene 1 immagine.

Capita che qualche volta la vita ci presenti non solo un riso, ma un conto salato.
Mio padre è uno che ha sempre pagato i suoi debiti per tempo. E mi diceva, Se non li paghi subito, dopo saranno più cari.
Ma forse ci son debiti infiniti che non si potranno mai ripagare, se non facendo credito a nostra volta a qualcun altro. O accettando di essere indefinitivamente in debito con la vita.
Anche a mio padre … grazie alla vita che ci ha dato tanto …
Continua a leggere

Galleria | 10 commenti

el corazon tiene tres puertas

Questa galleria contiene 2 immagini.

“Tu ti preoccupi troppo dell’amare la gente o dell’essere amato tu stesso”, disse. “Un uomo di conoscenza ama, questo è tutto. Ama tutto ciò e tutti coloro che vuole, ma usa la follia controllata per non preoccuparsene.”
[“La realtà separata”, Carlos Castaneda]
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 23 commenti

palla di pelle di pollo

Questa galleria contiene 4 immagini.

L’amico Francesco tempo fa aveva scritto che “bisogna trattare le persone, non per quello che sono, ma per quello che potrebbero essere” .
Questo significa che benché non possiamo sapere come le persone effettivamente si evolveranno – o nel caso ci rivolgiamo a loro, come ci risponderanno – bisognerebbe trattare ogni persona come un meraviglioso scrigno di tesori e possibilità. Far loro credito, insomma. Credere che possano essere gentili, cortesi, sensibili, intelligenti, benevolenti, modesti, umili, generosi, buoni, eccetera eccetera; che abbiano in sé, come possibilità, tutte le doti e i talenti migliori e che avranno buone probabilità di esprimerli e svilupparli …
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 2 commenti

le cose belle e buone, utili e non dannose

Questa galleria contiene 2 immagini.

Non sempre corro a rispondere al telefono. A volte lo lascio suonare suonare suonare e non rispondo affatto. Per fortuna alla festa della mamma, o giù di lì, oltre ad un suo vecchio cellulare Ampy mi ha rifilato un telefono cordless che non le serviva più. È rimasto sul divano per una settimana, ma poi quando è tornata da Berlino l’ha collegato alle prese e l’ha programmato. Così che ora quando suona riproduce a grandi linee l’Inno alla gioia di Beethoven. Se Beethoven sapesse in quali modi ora usiamo la musica che Dio stesso gli suggeriva, anche se non la sentiva con le orecchie sue, non so come la prenderebbe. Forse male, o non troppo bene – chissà. Dicono avesse un caratteraccio.
Ma certo quando suona il telefono adesso mi irrita un po’ di meno. È più piacevole sentirlo suonare suonare suonare. E lo lascio suonare.
Come ieri mattina.
Ma non passa molto ed ecco che arriva.
– Hai sentito? – grida entrando.
– Cosa?
– Il terremoto!

Continua a leggere

Galleria | 2 commenti

per un pugno di riso

Questa galleria contiene 1 immagine.

“Negli ultimi cinquanta anni, dal 1950 al 2000, si è verificato un fenomeno privo di qualunque analogia nei rapporti plurimillenari tra la Terra ed i propri abitanti: il numero degli uomini è raddoppiato, la produzione di alimenti essenziali, i cereali, è triplicata.
Analizzando la meccanica del fenomeno si comprende che è stato provocato dalla coincidenza di cinque fattori: la conversione delle foreste tropicali in campi coltivati, l’ampliamento delle superfici irrigue, la decuplicazione della produzione di fertilizzanti, l’esplosione di quella di antiparassitari e la costituzione, da parte della genetica, di nuove varietà delle specie coltivate.
I medesimi fattori che hanno sfruttato risorse naturali, foreste, fiumi, giacimenti di minerali fosfatici, potenzialità delle piante coltivate, non sono più disponibili per un evento comparabile nei decenni futuri …”

[Antonio Saltini, La fame del Globo ]

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 1 commento

le formiche e il capitalista

Questa galleria contiene 4 immagini.

Immaginatevi cosa dev’essere per una società di formiche ritrovarsi con il mondo sottosopra. No, non dev’essere una bella cosa. Lo so.
Ma so anche che si tratta di un conflitto di interessi. La mia economia di ortolana, contro la loro, di formiche. E siccome io sono più grande e grossa e ho lo strumento adatto, le formiche subiscono e, forse, soccombono. Non subito, però. Per ora subiscono un terremoto, un cataclisma. E infatti corrono qua e là come impazzite, cercando di portare in salvo le uova che custodivano nei cunicoli distrutti del formicaio. So quasi per certo che domani o dopo l’avranno ricostruito, alla bene peggio. Ma io tornerò lì e distruggerò di nuovo tutto il loro lavoro.
Dura la vita anche per le formiche. Hanno organizzato tutta la loro economia perfettamente, e poi arrivo io a sconvolgerla da cima a fondo …
Continua a leggere

Galleria | 6 commenti

del carattere

Questa galleria contiene 5 immagini.

Il tratto più importante di un carattere rivoluzionario è che egli è indipendente: ossia che è libero. Fromm precisa che l’indipendenza è anzitutto il contrario dell’attaccamento simbiotico ai potenti che dominano e agli inermi che sono dominati. E chiarisce che indipendenza e libertà sono da intendersi anche come realizzazione dell’individualità, e non soltanto come emancipazione dalla coercizione o libertà nelle materie commerciali.
O, come direbbe Marx, “L’uomo è indipendente solo se afferma la propria individualità di uomo totale in ciascuna delle sue relazioni con il mondo, la vista, l’udito, l’odorato, il gusto, il tatto, il pensiero, la volontà, gli affetti: in breve se afferma ed esprime tutti gli organi della propria individualità. ” (Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi, 1970, pag 123)

Il carattere rivoluzionario è quello che si identifica con l’umanità e perciò trascende gli angusti limiti della propria società, e che è capace per questo di criticare la propria o l’altrui società dal punto di vista della ragione e dell’umanità. Non è prigioniero del culto campanilistico della cultura nella quale gli è capitato di nascere, semplice accidente del tempo e della geografia. (dal saggio di Erich Fromm: “Il carattere rivoluzionario” in “Dogmi, gregari e rivoluzionari”, Edizioni di Comunità, 1978)
Continua a leggere

Galleria | 5 commenti

insieme o da soli?

Questa galleria contiene 3 immagini.

Condivisione, crowdsourcing, gruppi senza leader e piattaforme social allargano enormemente il bacino potenziale della discussione collettiva, che tra la sensazione di sentirsi sfidati nelle proprie certezze dal continuo confronto orizzontale con le idee degli “altri” e la grande vitalità di questo scambio (anche virtuale o a distanza) è in grado di produrre nuovi modelli e straordinarie sorprese.

Un interessante articolo di Jonah Lehrer è un’occasione succosa per ripercorrere la storia delle tecniche di gruppo. E vale la pena di rifletterci, perché gli studi sul lavoro di squadra potrebbero illuminarci su come mai andiamo sempre più verso una maggiore condivisione del sapere e delle idee, come delle emozioni – che potrebbe non essere soltanto un allargamento automatico, quindi meccanico e numerico della possibilità di condivisione.
Il pianeta diventa sempre più piccolo e abbiamo sempre più strumenti tecnologici per condividere, e lo facciamo. Ma come esseri umani ci troviamo ad un crocevia della cultura, perché in una cultura sempre più specializzata e polverizzata, si scopre che forse sappiamo troppe cose per trovare grandi soluzioni da soli. E allo stesso tempo più sappiamo, più le soluzioni che non abbiamo ancora trovato diventano sempre più difficili da trovare, e impossibili da trovare da soli …

Continua a leggere

Galleria | 11 commenti

sul senso

Questa galleria contiene 1 immagine.

… ma cos’è il senso?
Quest’entità sfuggente indica il vettore direzionale attraverso il quale operiamo il processo infinito della significazione. I “fatti del mondo”, lungi dall’essere accadimenti in sé, risultano essere il frutto del processo sempre in atto attraverso il quale prestiamo predicati alle cose (F.Nietzsche, Aurora, Adelphi, Milano, par.210); con altre parole potremmo dire: il risultato della sintesi direzionale operata dal senso che ci costituisce in quanto soggetti- significanti. Il contingentarsi delle linee di senso perennemente in fuga verso quel fuori che è sempre una piega della maschera di carne.
Prestare predicati alle cose, nella prosa nietzschiana, indica il processo di costruzione del mondo, sempre in atto, operato dal soggetto attraverso il senso. L’essere in relazione con le cose non è un processo accidentale che potrebbe non accadere ma è l’Evento stesso del darsi del mondo. Esiste una realtà perché c’è un soggetto (una comunità) che ha come dimensione fondamentale del proprio esserci quella della significazione. Il mondo viene inventato ogni istante nel processo di significazione, questo l’annuncio profetico di Nietzsche.

[Tratto da haecceitasweb]

Continua a leggere

Galleria | 14 commenti

e se io fossi chaplin?

Questa galleria contiene 8 immagini.

“Penso che la verità – quella che possiamo raggiungere – non possa essere rivelata, bensì debba essere scoperta come un cristallo in miniera, scavando con le mani e togliendo la terra, strato dopo strato, per portare alla luce qualcosa che senza di noi non avrebbe avuto alcun valore”.

[tratto dal blog “Precariementi” di Luca Giudici ]

Continua a leggere

Galleria | 27 commenti

se io fossi dio

Questa galleria contiene 10 immagini.

… rispondendo ad un’agenzia di stampa che voleva sapere se credeva in Dio, Albert Einstein rispose che credeva nel Dio di Spinoza che si rivela nell’armonia delle leggi dell’esistente, e non in un Dio che si preoccupa dei destini degli uomini.
Un’altra volta gli chiesero quale gioco preferiva, e lui rispose “Il gioco degli scacchi secondo me è il gioco preferito da Dio …”. E questo significa che per lo meno Dio non giocherebbe a dadi.
Meno male, ora che lo sappiamo tiriamo tutti un bel respiro di sollievo. Già, perché nel gioco degli scacchi esistono delle regole, chiare e conoscibili, e non tutto è affidato al puro caso come nel lancio dei dadi. Che quello sì, sarebbe stato un vero tiro macino …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 1 commento

una carezza

Questa galleria contiene 3 immagini.

“La carezza è gesto-parola che oltrepassa l’orizzonte o la distanza dell’intimità con sè. E’ vero per chi è accarezzato, toccato, per chi è avvicinato nella sfera della sua incarnazione, ma è anche vero per chi accarezza, per chi tocca e accetta di allontanarsi da sé per questo gesto …”

Luce Irigaray, “Essere due”

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 7 commenti

nel reame dell’interpretazione

Questa galleria contiene 3 immagini.

E così, eccoci gettati all’improvviso nel Reame dell’Interpretazione, o regno dell’Ermeneutica, se vogliamo.
Si ha come l’impressione che questo regno si sviluppi da est ad ovest e da sud a nord, e viceversa, ma anche di sotto e di sopra come di dentro e di fuori, e che non se ne conoscano i confini – esattamente come non possono esistere, suppongo, confini al Tutto o all’Infinito. Tutto è soggetto ad interpretazione. Ed ogni interpretazione è soggetta ad ulteriore e successiva interpretazione, e via e via, ad libitum …

Continua a leggere

Galleria | 8 commenti

sei tu …

Questa galleria contiene 1 immagine.

“Uno si recò alla porta dell’amata e bussò. Una voce chiese: «Chi è là! ». Egli rispose: «Sono Io». La voce disse: «Non c’è posto per Me e per Te». La porta restò chiusa. Dopo un anno di solitudine e privazioni egli ritornò e bussò. Una voce da dentro chiese: «Chi è là!». L’uomo disse: «Sei Tu». La porta si aprì per lui”.

[Jalaluddin Rumi, poeta sufi del XIII secolo]

Continua a leggere

Galleria | 14 commenti

my name is …

Questa galleria contiene 3 immagini.

Si dice che il nome proprio sia molto importante – oppure è soltanto un attributo del soggetto, il quale a sua volta non è che un attributo di un oggetto, direbbe qualcuno. D’altro canto, così come non potremmo indicare nessuna cosa senza darle un nome, sappiamo che il nome non è la cosa che viene indicata. Ma a parte il detto che ognuno se lo dovrà tenere per tutta la vita, ogni nome proprio sta ad indicare l’unicità e irripetibilità del soggetto vivente, della persona. La “indica” soltanto, però, come ci fosse un grosso dito indice puntato sopra, anche se la questione – chi sono? chi sei? – rimane aperta. Ed è proprio la questione, perché anche se non lo dice, anche se non lo chiede, anche se tace, ogni soggetto chiede di esistere di per sé, in relazione agli altri soggetti, e in relazione al mondo. Anche un gatto se parlasse chiederebbe la stessa semplice cosa – e lo fa, a suo modo. Lasciami libero di essere, chiede. Domanda che nello specifico della condizione umana rimanda ad essere liberi di scegliere, di pensare, di autodeterminarsi, liberi anche di sbagliare, di provare e riprovare, di sentire e amare …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 13 commenti

attesa

Questa galleria contiene 2 immagini.

Ciò che non mi aspetta – quando torno – non è buono per me. E viceversa, ciò che non so aspettare, non vale niente per la mia – tua, nostra – vita.

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 2 commenti

élenchos – infinito femminile

Questa galleria contiene 2 immagini.

Blocco numero 2. La parola “élenchos” significa “confutazione” (significa anche “argomento”, ma nel senso di “argomento a confutazione”). E’ una parola che compare raramente nella nostra storia. Platone nel Sofista usa l’élenchos, la confutazione, per mostrare come non ci si possa liberare dal senso del nulla, poiché ciò che si intende negare – il nulla – è il fondamento di ciò che si afferma. O là, come in Aristotele nel IV libro della Metafisica, dove si mostra l’impossibilità di negare la bebaiotàte arché, il principio firmissimum, perché è impossibile trovarsi in errore intorno al fondamento della verità, poiché la negazione del principio più saldo di tutti non può esistere – sarebbe la follia estrema.
Ma c’è un altro luogo dove compare l’élenchos: è un passo del Vangelo, dove l’apostolo Paolo (San Paolo, Lettera agli ebrei, 11,1-2), definisce la fede dicendo che la fede è élenchos mé blepoménon (traduzione latina: argumentum non apparentium, ossia l’argomento delle cose che non si vedono), e confuta i negatori della fede affermando che quei non apparentia, gli eué blepòmena, gli invisibili, sono affermati dalla volontà stessa che le cose stiano così e non in altro modo.

Continua a leggere

Galleria | 6 commenti

il lavoro dell’amore

Questa galleria contiene 3 immagini.

“Secondo Marx, all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo sta lo sfruttamento della donna da parte dell’uomo, e il primo sfruttamento umano passa attraverso la divisione del lavoro tra l’uomo e la donna.” (da “Amo a te” di Luce Irigaray)

Ma perchè Marx non ha dedicato la vita a risolvere questo sfruttamento? – si chiede. Ha scorto la radice del male ma non l’ha trattata come tale: perché?
La risposta si trova in parte negli scritti di Hegel, soprattutto nei capitoli che trattano dell’amore. Hegel, infatti è stato l’unico filosofo occidentale che ha affrontato la questione dell’amore come lavoro …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 2 commenti

due per due cinque

Questa galleria contiene 4 immagini.

Ad ogni modo il due per due quattro è una cosa insopportabilissima. Il due per due quattro, secondo me, è solamente un’insolenza. Il due per due quattro se ne sta lì come uno smargiasso, si piazza proprio in mezzo alla vostra strada, con le mani sui fianchi, e sputacchia. Sono d’accordo che il due per due quattro sia una cosa eccellente; ma se bisogna proprio far delle lodi, allora anche il due per due cinque è talvolta una cosetta proprio graziosa.

Fjòdor Michàjlovic Dostojevskij, da “Memorie dal sottosuolo”(1864) Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 4 commenti

corpo a corpo con la madre

Questa galleria contiene 4 immagini.

Prosegue la sezione “pedagogica” con la lettura di un brano di Luce Irigaray, tratto da “Il corpo a corpo con la madre” (1980) in “Sessi e genealogie”, trad. di Luisa Muraro, Milano, La Tartaruga, 1989, pp.28-30.

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | Lascia un commento

se io fossi io

Questa galleria contiene 2 immagini.

“Provate anche voi: se voi foste voi, come sareste, e cosa fareste? Per prima cosa si prova un senso di disagio: la menzogna in cui ci eravamo accomodati si è leggermente spostata dal posto in cui si era accomodata. Tuttavia mi è già capitato di leggere la biografia di persone che all’improvviso diventavano se stesse e cambiavano completamente vita. Credo che se io fossi realmente io, gli amici per strada non mi saluterebbero nemmeno, perché persino la mia fisionomia sarebbe cambiata. Come? Non lo so. Metà delle cose che farei se fossi io non le posso dire. Credo, ad esempio, che per un qualche motivo finirei in galera. E se io fossi io darei via tutto ciò che mi appartiene, affiderei il mio futuro al futuro. “Se io fossi io” sembra costituire il nostro più grande pericolo di vivere, sembra l’entrata nuova nell’ignoto. Allo stesso tempo sospetto che, passata la cosiddetta sbornia per la festa improvvisa, proveremmo finalmente l’esperienza del mondo.”

(Clarice Lispector, La scoperta del mondo)

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , | 1 commento

un chiodo

Questa galleria contiene 7 immagini.

Quando lui non mi guarda
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro. (Wisława Szymborska)

Si dà il caso … che questa sia la strofa finale di una poesia di Wislawa Szymborska (Accanto a un bicchiere di vino), che mi sembra centri in pieno – stavo dicendo “che spero inchiodi una volta per tutte” – quella tipica abitudine particolarmente “femminile” di riuscire a vivere soltanto per gli occhi di “lui” e nel suo sguardo. Di proiettarsi fuori di sé, per avere conferma di sé. Ma varrà davvero la pena di proiettarsi verso un muro?

Continua a leggere

Galleria | 2 commenti

“o mes amis, il n’y a nul amy”

Questa galleria contiene 2 immagini.

… sebbene da Platone a Montaigne, da Aristotele a Kant, da Cicerone a Hegel, i grandi discorsi filosofici e canonici abbiano legato l’amicizia alla virtù e alla giustizia, alla ragione morale e politica, per ammissione dello stesso Deridda vi sarebbe (il condizionale è mio) una doppia esclusione che si vede in opera in tutti i grandi discorsi etico-politico-filosofici sopraccitati, e cioè dell’esclusione dell’amicizia tra donne, da una parte, e dall’altra dell’esclusione dell’amicizia tra un uomo e una donna (dicono). E, giust’appena per portare un esempio illustre, citerò Deridda che cita Nietzche, che sebbene nello Zarathustra chiede agli uomini “chi di voi è capace di amicizia? (…) Esiste il cameratismo: possa esistere l’amicizia!”, non ha alcun dubbio sul fatto che “la donna non è ancora capace di amicizia: essa conosce solo l’amore”.

(Beninteso, sono altresì convinta che dicendo questo Deridda lanci una provocazione, anche perché nutro una certa stima verso gli uomini intelligenti, per cui sono disposta a sorvolare su alcuni sfasamenti dei grandi discorsi filosofici e canonici dovuti ad accidenti storici, altrochè.)

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 2 commenti

l’origine condivisa – seconda parte

Questa galleria contiene 2 immagini.

“Il corpo è una una parzialità originariamente compiuta nel segno della differenza sessuale. A tale parzialità originariamente compiuta non c’è riparazione possibile, se non ne sogno, nel delirio o nel mito. Perché è questa stessa finitudine che mi appartiene e a cui appartengo con la finitezza di un corpo sessuato, attraverso il quale prendo parte al mondo com-partecipando alla non pienezza originaria, alla comune non-autoctonia. Se ciò rende l’uomo e la donna differenti irrimediabilmente, sta proprio in questa anche l’unica, ma fondamentale uguaglianza fra uomo e donna, fra uno/a e l’altro/a: la loro Common Low. È nel riconoscimento e rivendicazione di questa legge non scritta, ma inscritta nei corpi, la possibilità della primaria relazione di civiltà che mette la reciprocità di un mondo fra sé e l’altro.”

Tratto da “L’origine condivisa”, di Rosella Prezzo

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | Lascia un commento

l’origine condivisa – prima parte

Questa galleria contiene 1 immagine.

“La più o meno felice certezza del proprio a cui si appartiene e che ci appartiene non definisce più il noi, la nostra identità, così come le complementari compiacenti figure del “vero” altro che la lontananza ci mostrava nel suo luogo, identico alla sua alterità stessa. Esse si disintegrano al loro approssimarsi, dimostrano tragicamente quanto l’alterità più che un problema di distanza sia un passaggio di frontiera, e una frontiera può essere del tutto immaginaria o invisibile. Oggi l’altro non è più l’abitante dell’altrove e la geografia non è più sufficiente a definire un “qui” e un “laggiù”, un prossimo e un lontano, un dentro e un fuori entro cui far rimbalzare l’immaginario (compreso quello politico). L’altro lo incontro ormai tutti i giorni nelle mie più banali attività quotidiane, foss’anche quella di accendermi una sigaretta. Tutto è copresente, presente a se stesso in un mondo di altri e ciò che fa problema non è lo straniero, il lontano, ma questo differente non così differente, quest’altro quasi-altro.”

Tratto da “L’origine condivisa”, di Rosella Prezzo

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 2 commenti

Wilhelm Meister – una lettura

Questa galleria contiene 1 immagine.

(…) Questo l’itinerario di maturazione dell’eroe goethiano Wilhelm Meister dalla vocazione al progressivo aprirsi al mondo in cui qualcosa necessariamente viene sacrificato e qualcos’altro si consolida, cosicché il protagonista non si sente “più al bivio, bensì alla meta”, pur non osando “fare l’ultimo passo”, giacché non ne “ha il coraggio”. E’ questo uno dei tanti casi in cui “quando tutto il peso delle ragioni che ci hanno convinti è stato messo su un piatto della bilancia, allora, il contrappeso ricade sull’altro lato e ostacola la decisione”. A questa vocazione devono seguire gli anni dell’apprendistato dove l’eroe raggiunge la sua meta, come commenta Schiller in una lettera a Goethe del luglio 1796: “da un ideale vuoto e indeterminato egli entra in una vita attiva e cosciente, ma senza perdere nulla della sua primitiva forza idealistica”, “acquista determinatezza senza perdere la sua bella determinabilità; che apprenda a limitarsi, ma in quella stessa limitazione ritrovi per mezzo della forma, un passaggio verso l’infinito”. Wilhelm, nel suo vagabondare e nel suo apprendistato, è stato condotto proprio là “dove voleva rifugiarsi”, dove per lui si è dischiuso, nell’intrecciarsi di incontri e relazioni, quanto prima era solo chiuso nel suo cuore. È il germogliare nell’individuo di un vincolo, andato a fondo nella dolorosa infermità etica della libertà negativa, il ritrovare quanto lo unisce all’altro, qualcosa di sacro che risuona nell’unità partecipata della comunità umana.

Tratto da: “Labirinti e costellazioni: un percorso ai margini di Hegel” di Rossella Bonito Oliva. (pag.51)

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 4 commenti

la rosa ritrovata

Questa galleria contiene 3 immagini.

come la rosa
trattiene il profumo
dentro la stanza

C’era una casa bianca col tetto rosso, sul fianco della collina; e davanti un ampio spazio di prato con un sentiero che dalla porta scendeva attraverso il bosco fino al paese. Nella piccola casa con due stanze – una per il giorno e l’altra per la notte, un bagno e la cucina – vi abitava una ragazza, né piccola né grande, soltanto media, coi capelli ricci e gli occhi verdi velati di fumo …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 10 commenti

parola fiume

Questa galleria contiene 4 immagini.

parola fiume
la carezza del lago
che l’intrattiene

Domenica pomeriggio al lago. E sette haiku in un giorno. Più uno arrivato quatto quatto nel silenzio del dopocena …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | 5 commenti

ciocco di pino

Questa galleria contiene 3 immagini.

la calabrosa!
un gran ciocco di pino
rosso fuoco

C’è odore di fuoco in casa in questi giorni di gennaio, come in un rifugio di montagna. Protetto tra le pietre del camino, il fuoco scoppietta e borbotta ch’è un piacere, e sfregola sfruscia fischia a tutte le ore senza fermarsi …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato | 4 commenti

psychè – ψυχή

Questa galleria contiene 2 immagini.

La psiche non può spingersi al di là di se stessa, non può cioè stabilire alcuna verità assoluta, perché la sua stessa polarità determina la relatività delle sue affermazioni. Tutte le volte che la psiche proclama verità assolute – quali ad esempio, “l’Essere eterno è movimento” o “l’Essere eterno è l’Uno” – necessariamente cade in uno o nell’altro degli opposti. (…) Nell’unilateralità la psiche si disgrega e perde la capacità di conoscere. Diventa una irriflessiva (perché irriflessa) successione di stati psichici, ognuno dei quali crede a torto di giustificarsi da sé, perché o non vede, o non vede ancora, un altro stato.”
Carl Gustav Jung, “Ricordi, sogni, riflessioni”

Continua a leggere

Galleria | 2 commenti

la voce

Questa galleria contiene 2 immagini.

… quando ci si immerge, in silenzio, nella scrittura di un altro siamo trasportati altrove, in un luogo altro, come dentro un’altra mente, un altro pensiero che si riversa in noi, o noi che entriamo in quello, non so dire. E vuoi che sia racconto, narrazione, ragionamento, le parole che leggiamo non sono mute, ogni narrazione ha una sua voce. Ognuno di noi quando pensa fra sé e sé ha una sua voce interiore, che raramente è sovrapponibile alla voce esterna che viene udita dagli altri quando ci ascoltano …
Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , | 11 commenti

il gioco delle forze

Questa galleria contiene 1 immagine.

“Quando noi urtiamo contro un ostacolo, qualunque esso sia purché particolarmente duro, il contrasto fra la nostra intenzione e l’oggetto che si oppone diventa ben presto un conflitto interiore. Infatti, mentre io mi sforzo di subordinare alla mia volontà l’oggetto che mi si oppone, tutto il mio essere si mette a poco a poco in rapporto con esso, in corrispondenza appunto della forte carica libidica che attrae, per così dire, una parte del mio essere nell’oggetto….” (C.G.Jung)
Continua a leggere

Galleria | Lascia un commento

la maionese

Questa galleria contiene 2 immagini.

“Puoi costruire qualcosa di bello
anche con le pietre
che trovi sul tuo cammino.”
(Johann Wolfgang Goethe)

… ma soprattutto, la cosa fantastica, più di tutto, è che non mi è impazzita la maionese: tutto merito di un olio di olive taggiasche bio. Ed era semplicemente compatta e squisita col sedano rapa. E io adoro il sedano rapa, anche solo col limone. E se si potesse leggere il futuro analizzando la consistenza della maionese il primo giorno dell’anno, quasi quasi direi che non va affatto male …

Continua a leggere

Galleria | 6 commenti

leggermente …

Questa galleria contiene 3 immagini.

Soglia: oh, pensa che è, per due che si amano
logorare un po’ la propria soglia di casa già alquanto
consunta,
anche loro, dopo i tanti di prima,
e prima di quelli di dopo … leggermente.

Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi (IX elegia)

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , | 2 commenti

Spinoza and me

Questa galleria contiene 1 immagine.

… quello che mi ha ostacolato dai miei propositi iniziali, oltre la stanchezza contingente di questi giorni d’inverno, è che ho omesso in toto la prima parte dell’Etica, quella che riguarda Dio, o sostanza. Ma poi ho pensato che non sarebbe corretto, perché è su questo Dio che Spinoza fonda l’Etica. Questo Dio che di certo non è più quello della teologia e tradizione filosofica precedente o futura, ma che Spinoza continua a chiamare Dio. Avrebbe potuto utilizzare un altro termine o sostituirlo semplicemente con quello di natura, o sostanza – e lo ha fatto – ma se l’ha mantenuto forse è perché nessun altro termine avrebbe potuto dare un’idea sufficientemente chiara di una sostanza che è causa sui.
“Per causam sui intelligo id, cuius essentia involvit existentiam; sive id, cuius natura non potest concipi nisi existens.”
Traduzione: “Per causa di sé intendo ciò, la cui essenza implica l’esistenza; ossia ciò, la cui natura non si può concepire se non esistente.” (E I, def. 1)
Se mi sentissi in forma, più o meno perfetta, forse inizierei a discettare in termini logici sulla faccenda, posto che ne sia capace. Ma no, non è questo il modo né il tempo. Non ora. Mi arrendo. Oggi ho maggior desiderio di narrare del mio incontro con Spinoza. Un po’ di folcrore, cose così. Sulla scia dell’insostenibile leggerezza dell’essere me …

Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , , | 7 commenti