Archivi categoria: politica

philía – φιλìά

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«Per Socrate, come per i suoi concittadini, la doxa era la formulazione discorsiva del dokei moi, di ciò che “mi pare” [appears to me]. Questa doxa non riguardava quel che Aristotele avrebbe chiamato eikos, il probabile, i molti verisimilia (distinti per un verso dall’unum verum, l’unica verità, e, per altro, dalle falsità infinite, i falsa infinita), ma riguardava la comprensione del mondo così come “si apre a me”. Non era fantasia soggettiva e puro arbitrio, ma neanche qualcosa di assoluto e valido per tutti. L’assunto è che il mondo si apre in modo diverso per ogni essere umano, a seconda della posizione che ciascuno occupa in esso. La “medesimezza” del mondo, il suo essere-in-comune (koinon, come avrebbero detto i Greci: comune a tutti), ovvero la sua “obiettività” (come diremmo noi, nella prospettiva soggettivistica della filosofia moderna), risiede nel fatto che lo stesso mondo si apre a ognuno, e che, malgrado tutte le differenze tra gli uomini e tra le loro posizioni nel mondo, e di conseguenza tra le loro doxai, “io e te, entrambi, siamo umani”».
[Hannah Arendt, Socrate, Raffaello Cortina Editore; pagg. 25-40]
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la folle giornata

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Questo giorno di tormenti, / Di capricci e di follia,
In contenti e in allegria / Solo amor può terminar.
[Le nozze di Figaro, 1786]

[…] la reciprocità democratica ha bisogno dell’amore. Perché? Non è sufficiente il rispetto? Ebbene, il rispetto non regge se l’amore non viene reinventato in modo tale che le persone non siano ossessionate dagli ideali di gerarchia e status…
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miseria ladra

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Finché la legge non sarà cambiata in modo radicale, finché non cambieranno i rapporti di potere, continueremo a re-stare nella medesima condizione miserrima che nel corso dei decenni è stata modificata leggermente di forma, ma non di sostanza. Finché la legge è forte con i deboli, e debole con i forti, non cambia. Continua a leggere

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dica ognuno cosa gli sembra verità

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«Oggi è raro incontrare persone che credano di possedere la verità; ci confrontiamo invece costantemente con quelli che sono sicuri di aver ragione.
Nonostante la differenza tra il possedere la verità e l’aver ragione, i due punti di vista hanno qualcosa in comune: coloro che abbracciano o l’uno o l’altro non sono disposti a sacrificare la loro prospettiva all’umanità o all’amicizia in caso di conflitto». [Hannah Arendt, L’umanità in tempi bui. Riflessioni su Lessing]
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semplicemente appartengo a loro

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«[…] non sono mossa da nessun “amore” di questo tipo, e per due ragioni: in vita mia non ho mai “amato” un popolo o collettività – né il popolo tedesco, né il francese, né l’americano, né la classe operaia o qualcosa del genere. Io davvero amo “solo” i miei amici e il solo tipo di amore che conosco e in cui credo è l’amore per le persone. In secondo luogo, questo “amore per gli ebrei” mi sembra, poiché io stessa sono ebrea, come qualcosa di sospetto. Non posso amare me stessa o qualcosa che so essere parte integrante della mia persona. […] E ora questo popolo crede solo in se stesso? Che cosa può venir fuori di buono da questo? Ebbene, in questo senso, non ho “amore” per gli ebrei, né “credo” in loro; io semplicemente appartengo a loro come una cosa naturale, fuori discussione o argomento».
[Hannah Arendt]

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l’Énorme Ballon

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Avete sempre creduto che il mondo è fatto a scale?
Talvolta.
E che c’è chi scende e c’è chi sale?
Può darsi.
Ma … guardate meglio: vedrete che il mondo è fatto perlopiù a palle. Continua a leggere

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prove di democrazia

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La democrazia, si sente sempre ripetere, significa che le persone hanno il diritto di scegliere. Scelgono di votare tra diversi partiti o candidati, o di votare sì o no a un referendum. Quasi sempre però, quelle persone non hanno contribuito a selezionare le opzioni tra cui scelgono. È questa concezione della scelta, naturalmente, che permette di considerare equivalenti la democrazia e il mercato: anche la scelta del consumatore consiste nel vagliare una gamma di opzioni progettate da qualcun altro.
Le concezioni popolari della democrazia appaiono centrate su due concetti: «scelta» e «opinione». Eppure, sembra che il concetto di «opinione» – le opinioni personali, l’opinione pubblica – derivi dall’assenza di qualsiasi esperienza concreta di un processo decisionale partecipativo. La frase, “ciascuno ha diritto alla sua opinione” è solitamente usata per liquidare la questione: tutti hanno diritto allo loro opinione perché le opinioni non importano. Mentre le persone che hanno il potere non hanno opinioni: agiscono.
[David Graeber, Rivoluzione: istruzioni per l’uso]
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