haiku

Haiku è una  forma poetica  sviluppatasi nel XVII in Giappone a partire dal grande maesto Matsuo Basho (1644-1694), e  diffusasi  in seguito anche in altri paesi.  Di solito scritto su tre righe per motivi di convenienza o decorativi, l’haiku in origine era un poema di una riga composto da tre parti, rispettivamente di 5, 7, 5, sillabe ciascuna, ossia  17 sillabe in tutto, ispirato dall’idea che ogni emozione è un singolo, indivisibile, perfetto insieme, che può essere espresso in poche significative parole.
Nel corso del tempo, mi è capitato di provare ad applicarmi in quest’arte. La cosa che soprattutto mi coinvolgeva, era di cercare di contenere l’immagine, l’emozione di un istante, in un numero definito e limitato di sillabe. Quelli che seguono sono gli haiku che ho composto negli ultimi  due o tre  anni, e ognuno di essi è legato ad un istante, come fosse una fotografia di parola. Ho omesso le date, che conservo a parte*. Non sono sicura di essere riuscita ad esprimere l’immagine relativa ad ogni attimo rappresentato, ma ci ho provato. Qualcuno mi risulta più riuscito, più interessante, altri sono stenterelli, a mio parere. Ad ogni modo li ho raccolti in ordine temporale lasciandoli andare così come sono, come fosse un album di fotografie. I più recenti sono sul fondo. 
*siccome ho smarrito tutte le date precedenti nel computer che è andato perduto, da adesso in poi le segno sotto ogni haiku. 
 

§

*

*

parola lenta
di un respiro lieve –
chicco fra le dita

*

*

lasciano spente
settimane filanti
graffi sul vetro

*

*

*

si rimargina
la pellaccia graffiata –
vendila cara

*

*

*

attraversare
il fiume con un salto
vedo la rana

*

*

*

occhi socchiusi
– semi addormentati
sotto la neve

*

*

*

d’acqua ghiacciata
il vialetto scricchiola
passi prudenti

*

*

*

a code strette
tortore sulla fune
della corrente

*

*

*

sul davanzale
a mangiar le briciole
il pettirosso

*

*

*

ieri e oggi
pensieri al minimo –
fiocca quiete

*

*

*

scivola tonto
nel turbine di neve
un apostrofo!

*

*

*

il ramo non sta
dalle proprie radici
molto lontano

*

*

*

samurai sfrangia
falde di nebbia fitta –
un filo di lama

*

*

*

annodare con
ferma gassa d’amante
fine e principio

*

*

*

spenti i fuochi
sola la legna brilla
nel suo camino

*

*

*

ancora calda
l’impronta sul cuscino –
è già mattino!

*

*

*

piante dei piedi
carezzano il primo
legno dell’anno

*

*

*

linee di tempo
incise nelle palme
vado a guardare

*

*

*

tiepido sale
il respiro profondo
dalla brughiera

*

*

*

fine febbraio
inerpicar m’è dolce
tra questi monti

*

*

*

su neve dura
massaggiare le piante
di piedi stanchi

*

*

*

stormi di corvi
rasentano il ghiaccio
e se ne vanno

*

*

*

duemila metri
occhi di fiordaliso
fuori stagione

*

*

*

sul lago bianco
cascata d’acqua pura
buca il ghiaccio

*

*

*

respiro calmo
sulla via del ritorno
studia le nubi

*

*

*

un taglio netto
il cuore di cipolla
è verde chiaro

*

*

*

diviso in due
un cuore di cipolla
(che me ne faccio?)

*

*

*

diviso in due
un cuore di cipolla
non è più cipolla

*

*

*

cipolla rossa
porro carota e riso –
un minestrone

*

*

*

a mezzogiorno
nel bagnar le primule
affiora l’ape

*

*

*

pas de mots plus
seulement va et vient
souffle profonde

*

*

*

ero cresciuta
all’ombra di un pino
lichene di lido

*

*

*

camelia sboccia
increspata dal gelo
presso il muro

*

*

*

dal tetto caldo
la nube di piccioni
s’alza in volo

*

*

*

sponde di lago
equidistanti fra loro
dall’epicentro

*

*

*

pauvre maman
ombre sul viso
di luna piena

*

*

*

frana d’un tratto
un castello di carta
senza rumore

*

*

*

sfilare piatti
dalla lavastoviglie
scotta le dita

*

*

*

o fuligine
o polvere da sparo
falangi nere

*

*

*

goccia che cade
sulla pietra rovente –
vapore acqueo

*

*

*

I am gripped by
indescribable death instinct
the rest is silence

*

*

*

une fois dans un pot
un aigle et un poulet
la même chose

*

*

*

tutt’arruffate
in una pozzanghera
le tortorelle

*

*

*

la calabrosa!
un gran ciocco di pino
rosso fuoco

*

*

*

parola fiume
la carezza del lago
che l’intrattiene

*

*

*

onde sommesse
seguono a ruota
radi pensieri

*

*

*

palpebre strette –
trasparenze di luce
rosso scarlatte

*

*

*

scorgi di lato
dove il blu è cobalto –
tutt’a un tratto

*

*

*

collo di cigno
sullo specchio del lago
fruga nel buio

*

*

*

le mani fredde
– ha montato le vele –
mentre l’aspetto

*

*

*

tozzo di pane
spartito in ottave
col cigno bianco

*

*

*

non riflettono
i neuroni specchio
se non ti vedo

*

*

*

da queste parti
di cento mille morti
ci son gli stracci

*

*

*

si alza piano
il vento tra i rami
questa mattina

*

*

*

giorni e giorni
come perle dal filo
gocciolan via

*

*

*

mi hai detto sì
quel giorno – per dirmi no
tutta la vita

*

*

*

come antenne –
captare vibrazioni
sul filo d’acqua

*

*

*

oltre l’inverno
sventura – primavera
resti-a venire

*

*

*

frinire di grilli a frotte spalancati nella notte *

*questa  frase è arrivata una sera  di luglio (12 luglio 2013) – le finestre erano spalancate e il frinire dei grilli assordante – e rappresenta l’emozione di quel momento, senza la pretesa di raggiungere l’apice di un Haiku (tradizionale).  Soltanto il giorno seguente  mi sono accorta che contando le sillabe sono comunque diciassette.  Ma bisogna anche dire che in origine gli Haiku erano disposti su una sola riga, e solo in seguito hanno preso la forma suddivisa in 5+7+5 sillabe, come oggi la conosciamo. Quindi, non so se considerarlo un haiku, ma in fondo … è così che a me piace.  

*

*

*

pioggia battente –
gocce che scivolano
sulla polvere

 

 

(23 luglio 2013)

 

*

*

è luna piena –
involontarie nubi
l’eclissano

 

 

(idem)

*(8 aprile 2014)

*

 

della sostanza
viva per miracolo
teme la morte

 

(8 aprile 2014)

*

 

lungo la via
selvatici splendono
fiori di pruno

 

(21 marzo 2015)

 

*

ho perso una elle
anche un dente – vraiment
qualche giorno fa

 

(1 aprile 2015)

 

*

 

 

*

4 risposte a haiku

  1. ilsolitomood ha detto:

    Ciao, grazie per aver citato il mio blog in inglese. I tuoi Haiku mi piacciono molto, hanno una gran forza evocativa! brava 🙂

    Mi piace

    • rozmilla ha detto:

      Grazie! sono lieta che ti piaccono i miei haiku. Ma non sai quanto mi piacciono di più i tuoi …
      Sì, avevo scoperto prima il tuo blog in inglese, ma ora sono felice di aver trovato quello in italiano, anche perchè non conosco tutte le sfumature e la pronuncia della lingua inglese.
      Complimenti anche per le bellissime foto.
      Ciao
      milena

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  2. go rin ho sho ha detto:

    C’e’ una meta
    per il vento dell’inverno
    il rumore del mare
    -antico haiku

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  3. RobySan ha detto:

    Ogni mattino
    m’illumino d’immenso.
    Senza cerino!

    ********

    La vita è varia,
    ed è subito sera.
    Porca miseria!

    ********

    Finito il tetto,
    ei fu siccome immobile.
    Gran manufatto!

    Mi piace

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